Le mosse del Leone nel Vita

Stefano Gentili Imc

Stefano Gentili Imc

(di Federica Pezzatti – Plus24)

Intervista a Stefano Gentili, Chief marketing & distribution di Generali Italia

All’indomani dei conti 2016, che mostrano utili a 2.081 milioni (+2,5%) e dividendo in crescita dell’11,1% (a 0,80 euro per azione), e a circa tre settimane dalla rinuncia di Intesa Sanpaolo a ogni progetto che coinvolgesse il Leone, «Plus24» intervista Stefano Gentili (nella foto), chief marketing & distribution officer di Generali Italia, società guidata da Marco Sesana, per fare il punto sulle prossime mosse del Leone sul fronte italiano. Gentili, ex giocatore di rugby (come l’attuale Ceo del gruppo Philippe Donnet), è capo del marketing e della distribuzione di Generali Italia da settembre 2014. In precedenza ha ricoperto il ruolo di vice direttore generale di Allianz Italia e di presidente di Genialloyd, nonché ruoli di rilievo in altri primari gruppi assicurativi internazionali come Aviva.

Partiamo dalle manovre sul Leone. Il gruppo di coordinamento europeo degli agenti di Generali ha scritto ai vertici del gruppo sollecitandoli a promuovere un rafforzamento patrimoniale in chiave antiscalata, mettendo in sicurezza il Leone. Il vostro Ceo Donnet ha invece ribadito che non c’è bisogno di un aumento di capitale. Lei che ne pensa?

Come ha giustamente premesso lei la lettera non era rivolta a me. Dal mio punto di vista quello che sto chiedendo agli agenti è di continuare a operare come hanno sempre fatto per garantire a questa compagnia performance eccellenti, cosa che sicuramente ci rafforza.

Veniamo ora al business. Nel Vita nell’era dei tassi zero appare più difficile conciliare le esigenze di redditività della compagnia con quelle dei clienti. Le Ramo I non sono più sostenibili: molte compagnie non danno più la possibilità di investirvi e propongono ibridi o unit. Gli agenti, da sempre prudenti, non sono entusiasti di questa scelta e la volatilità dei mercati non aiuta la proposta di soluzioni più a rischio. Come affrontate il problema?

Dopo l’eccellente 2016 (in Italia il risultato operativo del Vita è aumentato del 7,6% e la redditività è salita a 27,2%), nel 2017 abbiamo lanciato GeneraEquilibrio, la nuova proposta che ha come obiettivo proprio il controllo della volatilità e risulta quindi adatta anche a clienti con un profilo di rischio più prudente. Questo messaggio è stato ben compreso dagli agenti anche loro alla ricerca di soluzioni per affrontare questa congiuntura. I risultati si stanno vedendo, tanto che gli ibridi rappresentano il 60% della nuova raccolta. Allo stesso tempo abbiamo deciso di non chiudere le gestioni separate a nuove adesioni e siamo l’unico grande gruppo a lasciare ancora la possibilità di investire sulle polizze tradizionali (meno rischiose, ndr) in quanto siamo certi che la competenza dei nostri agenti consenta loro di indirizzare i clienti verso scelte più adatte al periodo.

In che senso?

GeneraEquilibrio è nata da alcune riflessioni. I mercati finanziari in questo momento sono particolarmente complessi: c’è un’altissima volatilità, non solo sui mercati azionari ma anche obbligazionari che hanno tra l’altro rendimenti bassissimi. Per esempio, il rialzo dei tassi da giugno a oggi ha fatto scendere il prezzo dei BTp a 10 anni del 13% circa. I clienti non sanno come investire: da qui abbiamo ideato GeneraEquilibrio, concentrata sulla gestione della volatilità dei mercati. È una soluzione ibrida investita per il 50% sulla gestione separata a cui abbiamo abbinato un’analoga percentuale di fondi multistrategia. Questa componente non investe solo in equity direzionale ma anche nei real asset (beni reali, come l’oro), in fondi alternativi che mirano alla ricerca di rendimento assoluto a prescindere dall’andamento del mercato, e in nuove strategie denominate trend following che utilizzano degli algoritmi matematici per cercare di interpretare i trend di mercato. Queste quattro strategie si muovono grazie al coordinamento di un motore risk parity che dosa le diverse componenti in modo da mantenere costante la volatilità complessiva. Le due linee multicomparto (denominate Libra e Libra Plus) hanno differenti target di volatilità (pari a 5 e a 8). Se si tiene conto della componente investita in ramo I in realtà la volatilità globale è dimezzata, cioè inferiore a quella di un BTp a cinque anni.

Ora veniamo al futuro, come gestite la multicanalità?

Le parlerei prima di quanto stiamo facendo nel ramo danni non auto. In quest’ambito noi vogliamo posizionarci non solo come assicuratori ma soprattutto come partner della sicurezza valorizzandone le tre componenti fondamentali: «prevenzione», «contenimento» e «assicurazione». Abbiamo già creato due prodotti con questa filosofia: “Sei in auto con stile”, che attraverso il sistema di real time coaching ci ha consentito di migliorare lo stile di guida dei clienti, e “Sei a casa in touch” che consente, con dei sistemi i IoT, di tenere sotto controllo la casa dal cellulare.

Tornando alla multicanalità, stiamo investendo nella semplificazione e ad esempio abbiamo sviluppato un nuovo sistema di emissione di polizza vita che consente di fare polizze da Ipad e di gestirne il pagamento in modo diretto, ad esempio con carta di credito. Dopo la digitalizzazione di Alleanza il progetto ora interessa gli agenti Generali Italia, tenendo conto delle loro esigenze in quanto imprenditori. Le modalità di lavoro che abbiamo adottato si basano sulle cosiddette stanze di semplificazione, in cui persone di più settori dell’azienda lavorano assieme per ridisegnare i processi aziendali, con una forte focalizzazione sul fattore tempo (con countdown fuori dalla stanza) e con obiettivi molto precisi per rendere eccellente l’esperienza di clienti e agenti. Altra modalità innovativa di coinvolgimento degli agenti è l’hackathon, una 24 ore non stop, che ha visto sfidarsi il 16 e il 17 marzo a Venezia 160 dipendenti e agenti sui temi di innovazione e semplificazione.

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