Le nozze Fineco-Banca Generali tra le ipotesi del riassetto Unicredit

Jean Pierre Mustier Imc

Jean Pierre Mustier Imc

(di Fabrizio Massaro – Corriere della Sera)

Oggi atteso a Milano il ceo della polacca Pzu per il dossier Pekao. Il titolo vola dell’8%

Unicredit continua a crescere in Borsa sulle voci di riassetto delle partecipazioni della galassia dell’istituto, a cominciare dalla polacca Bank Pekao che potrebbe passare nella mani della principale compagnia assicurativa di Varsavia, Pzu, controllata al 34% dal governo. Ieri il titolo dell’istituto guidato da Jean Pierre Mustier (nella foto) ha chiuso con un balzo dell’8,04% a 2,258 euro. Dopo il +6,6% di martedì il titolo ha recuperato totalmente le perdite subìte a partire dal 27 luglio quando gli stress test mostrarono una debolezza del patrimonio (al 7,1%). Ma non c’è solo la partita polacca a suscitare l’interesse degli investitori in attesa del piano strategico che il nuovo ceo di Unicredit presenterà per fine autunno e che dovrebbe comprendere un aumento di capitale (gli analisti stimano tra 4 e 8 miliardi).

Anche FinecoBank, banca multicanale del gruppo, potrebbe essere coinvolta nella rivisitazione strategica di Unicredit (che ieri ha intanto collocato un covered bond da 1 miliardo). Ieri Fineco in Borsa ha continuato la corsa chiudendo a 5,50 euro, +1,95%, e oggi vale 3,2 miliardi. Secondo rumors di mercato ci sarebbe allo studio presso alcune banche d’affari anche l’ipotesi di creare un grande polo del risparmio gestito e della consulenza finanziaria attraverso uno scambio azionario, o una fusione, con Banca Generali, l’istituto quotato — valore 2 miliardi — e controllato dal Leone di Trieste al 51%. Ad agevolare le discussioni su questa ipotesi ci sarebbero anche gli ottimi rapporti tra i due manager francesi, Mustier e il ceo di Generali, Philippe Donnet.

Si tratta di voci di mercato che Unicredit in questa fase non commenta, così come non commenta neanche l’altro rumor, ricorrente, di una vendita di Pioneer. Martedì gli analisti (Equita) sottolineavano che la cessione di Pekao allenterebbe le pressioni per una dismissione di Fineco. Tuttavia l’ipotesi Banca Generali si configurerebbe come un cambio di strategia che non comporterebbe necessariamente una cessione.

Quando a luglio Unicredit cedette il 10% di Fineco riducendo la quota di controllo al 55%, spiegò che «l’operazione rientra nel complessivo impegno del gruppo a rafforzare e ottimizzare la propria posizione di capitale e rappresenta il rinnovato slancio del gruppo per una gestione pro-attiva del proprio portafoglio di attività, che, senza alcuna eccezione, saranno soggette alla medesima gestione disciplinata del capitale e volta a considerare e catturare qualsiasi opportunità in grado di creare valore incrementale». In sostanza, tutto è potenzialmente in vendita, quindi non c’è nessuna vendita obbligata: una tattica per lasciarsi le mani libere e cercare di strappare migliori condizioni ai potenziali compratori.

Si vedrà intanto già oggi come potrà evolvere il dossier Pekao, di cui Unicredit ha il 40% dopo aver ceduto il 10% a luglio per 749 milioni. La stampa polacca ha parlato di una visita a Milano del ceo di Pzu, Michal Krupinski, per discutere il dossier. Ieri il manager ha glissato («non commento i media», ha detto a Bloomberg), mentre il vice primo ministro polacco Mateusz Morawiecki ha sottolineato alla Reuters che al momento non ci sono «colloqui specifici» con Unicredit, aggiungendo che il governo — che punta a riportare in mani polacche il sistema bancario — auspica una «soluzione di mercato». Nell’operazione potrebbe rientrare il Fondo di Sviluppo polacco.

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