Le nuove norme della strategia nazionale per l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale

Educazione finanzaria (6) Imc

Educazione finanzaria (6) Imc

Rilanciamo anche su Intermedia Channel l’intervento di Fabio Picciolini, esperto consumerista, pubblicato su PLTV (che ringraziamo per la collaborazione) e riguardante l’educazione finanziaria, tema che è stato (finalmente) oggetto di attenzione da parte dei legislatori, grazie alla conversione in legge del cd. decreto salva-risparmio. Scopriamo cosa prevedono le nuove norme e quali saranno i prossimi sviluppi

Le nuove norme della strategia nazionale per l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale – a cura di Fabio Picciolini, esperto consumerista

Con la conversione in legge, del decreto-legge 23 dicembre 2016, n. 237, “recante disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio” finalmente anche l’Italia ha una legge sull’educazione finanziaria.

Per “Educazione Finanziaria Assicurativa e Previdenziale”, secondo le indicazioni dell’OCSE, si intende “il processo attraverso il quale le persone migliorano la loro comprensione degli strumenti e dei prodotti finanziari e sviluppano le competenze necessarie ad acquisire una maggiore consapevolezza dei rischi e delle opportunità finanziarie”.

La legge parte dal principio di base che l’educazione finanziaria sia uno strumento di tutela e di maggiore consapevolezza per il consumatore nell’avvicinarsi a strumenti e servizi finanziari.

La nuova normativa prevede le misure e gli interventi utili per lo sviluppo dell’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale e per assicurare efficacia, efficienza e sistematicità delle azioni dei soggetti pubblici e privati.

La guida dell’attività è stata affidata al MEF, d’intesa con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, che in tempi brevi, sei mesi, deve adottare il programma “Strategia nazionale per l’Educazione Finanziaria, Assicurativa e Previdenziale”.

La Strategia prevede l’organizzazione del coordinamento sistematico dei soggetti pubblici e, eventualmente su base volontaria, dei soggetti privati.

Il coordinamento riguarderà i programmi già attivati e quelli futuri. Gli interventi dovranno essere continuativi, prevedere lo scambio di informazione e la diffusione delle esperienze, competenze e buone pratiche.

Dovranno essere ricercati modi attraverso i quali l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale possa collegarsi con le ordinarie attività previste nel sistema di istruzione nazionale. Dovranno essere attuate politiche comunicative e di diffusione delle informazioni al fine di promuovere l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale. Infine, stipulate convenzioni per promuovere interventi di formazione con associazioni rappresentative di categorie produttive, ordini professionali, associazioni dei consumatori, organizzazioni senza fini di lucro e università, anche con la partecipazione degli enti territoriali.

Il programma predisposto dovrà essere sottoposto alle competenti Commissioni parlamentari. La legge prevede anche il caso di disaccordo tra il programma e il parere delle Commissioni.

Il Governo, il 31 luglio di ogni anno, trasmetterà alle Camere la relazione sullo stato di attuazione della Strategia nazionale, con la possibilità di modificarla.

Per l’attuazione della Strategia sarà costituito il “Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria”.

Il Comitato composto di undici membri di provata esperienza, designati da Ministeri e Autorità indipendenti, avrà il compito di promuovere e programmare iniziative di sensibilizzazione e educazione finanziaria e di determinare obiettivi misurabili, programmi e azioni, valorizzare le esperienze, le competenze e le iniziative, di favorire la collaborazione tra i soggetti partecipanti alla Strategia Nazionale.

La legge non è solo utile ma necessaria per innalzare il livello di conoscenze dei cittadini clienti bancari o risparmiatori. Quindi non può che essere accolta positivamente.

Ciò non toglie che, pur con l’accelerazione dei tempi con l’inserimento nella legge di tutela del risparmio, sono assenti almeno due rilevanti previsioni. La prima riguarda il finanziamento: al momento è stato stanziato solo un milione di Euro. La seconda, importante per le future generazioni concerne l’introduzione dell’educazione finanziaria come materia ordinamentale nelle scuole.

Detto dell’importanza della nuova legge, bisogna sottolineare che tutto sarà inutile se la vendita di strumenti e servizi finanziari, da parte degli addetti dei singoli comparti, non avverrà in maniera professionale, corretta, trasparente.

Una serie di elementi dunque che potrà avere il non secondario risultato di ripristinare un po’ di quella fiducia persa nel tempo verso gli operatori che, se partecipassero, come “scolari”, a qualche iniziativa di educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale si renderebbero conto di quanto c’è ancora da sapere e da fare per il suo sviluppo.


Intermedia Channel

Related posts

*

Top