Le valutazioni CRIF potranno essere usate come rating da banche e assicurazioni

CRIF HiRes

CRIF HiResLo ha stabilito il mapping definitivo emesso dalla Commissione UE

Lo scorso 12 ottobre la Commissione Europea ha pubblicato il mapping definitivo in base al quale, a partire dal 1° novembre, i rating emessi da CRIF Ratings possono essere utilizzati per assolvere i requisiti prudenziali di capitale e di solvibilità di banche, istituzioni finanziarie e compagnie di assicurazione e riassicurazione.

Nello specifico, spiega CRIF, il mapping attribuito ai rating dell’agenzia associa alle classi migliori (AAA, AA e A) dei coefficienti di ponderazione del rischio inferiori allo standard e analoghi a quelli assegnati alle maggiori agenzie globali. Potranno così essere utilizzati tutti i rating emessi da CRIF Ratings.

Con questa pubblicazione – si legge in una nota – la Commissione Europea ha formalmente adottato i tre standard tecnici internazionali (ITS) relativi al mapping dei rating ECAI (External Credit Assessment Institution) definiti dal comitato congiunto delle Autorità Europee (EBA, ESMA ed EIOPA). La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea consente a banche e istituzioni finanziarie – nel quadro del metodo standardizzato – e a compagnie di assicurazione e riassicurazione, nella determinazione dei requisiti patrimoniali di solvibilità, di utilizzare rating emessi da agenzie di rating registrate o certificate da ESMA, e riconosciute quali ECAI, come appunto CRIF Ratings. Poiché il comitato congiunto riconosce differenze metodologiche fra le diverse agenzie di rating, “il mapping consente l’agevole confronto fra rating del credito, assegnando in modo appropriato i fattori di ponderazione del rischio alle categorie di rating”.

“Si chiude, così, un lungo periodo di attesa – ha commentato Silvia Ghielmetti, direttore generale di CRIF – che allarga la possibilità di scelta dell’ECAI e consente a banche e assicurazioni di avvalersi dell’elevata qualità dei rating di CRIF e della consolidata esperienza nella valutazione del rischio di credito”.

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