L’EDITORIALE DEL LUNEDI’ (n.15)

L'editoriale del lunedì

di Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

Soltanto dieci giorni per scongiurare l’entrata in vigore di un regolamento, quello relativo all’obbligo di confronto delle tariffe Rc auto, che rappresenterebbe l’ennesima scure sulla testa degli intermediari. E non solo, visto che neanche l’Ania sembra essere soddisfatta di come l’Isvap sta gestendo l’articolo 34.

Diciamo la verità: gli intermediari assicurativi sono rimasti di sasso: molti ormai erano convinti che neppure si sarebbe arrivati alla fase di consultazione pubblica (soprattutto dopo i tavoli tecnici organizzati ad hoc)….e invece una raffica di incombenze sono cadute per l’ennesima volta all’indirizzo delle agenzie (e non solo): personalizzazione, in base alle caratteristiche oggettive e soggettive (ma che vuol dire?) dello specifico profilo di rischio del cliente,  e obbligo dei tre preventivi anche per le ricorrenze annuali, assegnazione alle organizzazioni di categoria degli agenti della gestione dei preventivatori (ci voleva anche questa….), utilizzo esclusivo dei servizi preventivazione aziendali disponibili sui siti internet delle imprese, il servizio pubblico  on line di  comparazione Tuopreventivatore (che, come è noto, è attendibile fino a un certo punto…). E poi la conservazione della documentazione relativa ai preventivi rilasciati……

Insomma ce ne è per non dormire sonni tranquilli. E adesso? Restano solo 240 ore per presentare le osservazioni. Dieci giorni non sono molti. Anzi. La clessidra scorre inesorabile e bisogna fare in fretta.

Cosa fare? Mettere insieme tutte le teste e provare a trovare delle soluzioni, anche collaborando con l’Ania. Cosa non fare? In questo momento sarebbe un errore imbastire processi sulle pecche con cui i due sindacati hanno gestito tutto l’iter relativo all’articolo 34 della legge sulle liberalizzazioni. Ci sarà tempo e modo di farlo, quando la questione sarà definitivamente conclusa.

Forse sarebbe il caso, in una situazione così delicata, di riporre le armi, unire le forze e cercare di salvare il salvabile. 

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3 Comments

  1. Roberto said:

    Se non viene stralciato l’Art. 34 farà saltare il rapporto agente – cliente. Sorridiamo un po’ che ce n’è bisogno.
    Immaginatevi il “carico del mese” con cliente tipo che presso la tipica agenzia monomandataria ha le tre polizze auto familiari (Marito, Moglie, Figlio/a) con tre compagnie diverse, poi le altre polizze rami elementari con la compagnia monomandataria principale (forse, se non le ha in un’altra agenzia). Al rinnovo di ognuna gli fai tre preventivi per tre auto. Moltiplica il tutto per tutti i clienti…sorridi nell’incassare cospicue provvigioni…sorridi quando accade un sinistro (il cliente chiama te che “sei il suo agente di fiducia” che ti devi ricordare tutto quello che gli hai proposto e cosa lui ha poi scelto con la tua professionale consulenza per rincorrere la pratica del suo/tuo sinistro ) e soprattutto sorridi quando arriverà l’IVARP a controllare l’archivio di tutti i preventivi che custodirai gelosamente nella tua agenzia (ma si, non in un palazzo, scannerizziamo tutto a salviamo su disco fisso, siamo avanti noi!). E ad ogni scadenza annuale ovviamente si rifà il tutto perchè la nostra professionalità ci imporrà di trovare altre compagnie che nel frattempo hanno abbassato le tariffe (o alzato?).
    Scusate tutte le banalità che ho elencato, ma chi ha scritto e approvato l’Art. 34 mi ha superato e battuto senza possibiltà di replica.
    Su col morale che sapremo reagire, ognuno a suo modo, come da sano individualismo che ci contraddistingue!

  2. Antonio Falchi said:

    Poichè lo spirito delle legge sembrerebbe garantire al consumatore il supporto di un professionista per muoversi assistito laddove potrebbe muoversi da solo (il web, coi preventivatori on line delle compagnie), parrebbe ovvio e ragionevole che:
    -l’agente sia obbligato quando il servizio venga “richiesto” dal consumatore, e non sempre e comunque anche quando al consumatore non interessa (pensiamo a chi paga i rinnovi con CCPoste o banconline perchè non vuole perdere tempo, e ora invece “deve” recarsi in agenzia)
    -l’agente possa a questo punto non solo assisterlo nella preventivazione, ma anche, parrebbe ovvio, nella conseguente chiusura della polizza, sempre con l’utilizzo delle piattaforme on line delle compagnie, che quindi escludono rapporti diretti agente-compagnia
    -che per questa opera professionale sia stabilito un tetto massimo di compenso che l’agente può chiedere al consumatore utente che richieda il servizio (pare ragionevole l’8% del premio lordo)

    Ritengo che la soluzione sia rispettosa dell’ intento del legislatore, fornisca un reale supporto professionale a chi lo richieda, dia un serio contributo alla concorrenzialità del mercato; salti inoltre ogni problema di mandato e di sezioni RUI, in quanto non c’è mandato compagnia – agente ma l’agente svolge attività professionale di consulente quando opera su richiesta del cliente con compagnie delle quali non abbia mandato, e come intermediario nel momento in cui propone il suo marchio. Da una parte compensi, dall’altra provvigioni.

    Si esalterebbe la professionalità dell’agente, si instaurerebbe una maggiore concorrenza, si eviterebbero storture, burocrazia fine a se stessa, e inutile crisi di un settore che occupa centinaia di migliaia di persone.
    E soprattutto, l’agente potrebbe operare con onesta’ e chiarezza di intenti nei confronti del suo cliente.
    Ritengo la soluzione ottimale per tutti, Isvap compreso, che dovrebbe avere a cuore che il consumatore sia realmente tutelato ove ne senta il bisogno.

  3. Dario said:

    Ancora una volta i governanti dimostrano che non sanno governare. Solo in uno stato di dittatura si obbliga un rappresentante di una società a proporre preventivi di altre società. Ora io dico a cosa è servito spendere soldi pubblici per il preventivatore dell’ISVAP. Mi pare 270 mila euro…. Il governo, se obbliga gli intermediari a proporre altri preventivi utilizzando i siti ufficiali delle altre compagnie deve prendere atto che il PREVENTIVATORE ISVAP NON serve a nulla e i soldi spesi sono soldi solo sprecati. Quindi l”ISVAP facesse pubblica ammenda con restituzione dei soldi pubblici spesi alla cricca di dirigenti che ne ha approvato la spesa…

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