L’EDITORIALE DEL LUNEDI’ (n.16)

L'editoriale del lunedì

di Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

Ancora pochi giorni e poi si rimarrà con il fiato sospeso. L’Isvap accoglierà i reclami, i suggerimenti, i consigli, che giungeranno nelle prossime ore e che mirano a cambiare, modificare lo schema di regolamento per applicare l’articolo 34 sull’obbligo di confronto delle tariffe Rc auto?

Lo schema, così come si presenta, è da cambiare. Lo stanno dicendo tutti: intermediari e compagnie, agenti, direttori generali e amministratori delegati. Persino l’Ania, per bocca del presidente Aldo Minucci e dalle pagine proprio di Intermedia Channel, ha sottolineato l’inapplicabilità di questo regolamento. Forse l’associazione delle imprese non ricorrerà al Tar (come invece ha fatto in merito all’interpretazione data dall’Isvap relativamente alle polizze che prevedono l’utilizzo delle scatole nere), ma certo è che, se tutto dovesse rimanere cosi come è, anche le compagnie dovranno spremersi le meningi per trovare delle soluzioni applicative.

Certo, in questo momento, fasciarsi la testa prima del tempo non avrebbe un granché senso ma, comunque vada a finire la questione articolo 34, bisognerà necessariamente interrogarsi sul perché il settore assicurativo in generale e la categoria degli agenti assicurativi in particolare non riesce a incidere per nulla o quasi nei piani alti della politica. Capisco che questa osservazione può dare fastidio, ma facciamo un passo indietro e ricordiamoci da dove è partita la storia del 34. Ricordate il focus group organizzato da Unapass a febbraio scorso? Ricordate le interviste ai politici? Tante promesse, tante battaglie annunciate. Cosa è successo? Nulla. Anzi, oggi si dibatte su una situazione che è peggiorativa rispetto a qualche mese fa. Vogliamo parlare della fine che ha fatto la legge sul riordino della protezione civile che prevedeva l’obbligo a stipulare una copertura contro gli eventi naturali? Un business mica male per il settore ma, a mio parere, una cautela mica da poco per il cittadino.   

Vorrei ricordare che la settimana scorsa è bastato un semplicissimo emendamento presentato alla Camera dei deputati per far slittare di un anno l’obbligo della Rc professionale dei medici. Decisione saggia, per carità, vista l’impossibilità di sottoscrivere questa copertura perché le compagnie glissano sull’argomento. Tanto di cappello all’Amami, l’Associazione per i medici accusati di malpractice ingiustamente e a chi è riuscito a ottenere quello che voleva, grazie agli agganci giusti nei piani alti della politica.

Ecco. Il futuro sindacato degli agenti unico, semmai ci sarà e si farà, o i due-tre-quattro sindacati rappresentativi della categoria degli agenti, dovranno studiare proprio come creare e intensificare l’attività lobbistica che, ricordo, significa «esercitare pressioni sul potere politico per ottenere provvedimenti a proprio favore».

Unapass, e in particolare il suo presidente Massimo Congiu, lo va ripentendo da tempo: bisogna portare gli interessi del settore (e della categoria agenziale) dentro la politica. Sna e la futura Ana lavorino anche loro in questa direzione. Facendo però fronte comune.        

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