L’EDITORIALE DEL LUNEDI’ (n.4)

L'editoriale del lunedì

di Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

Domani 1° maggio è la festa dei lavoratori. La ricorrenza, inutile rimarcarlo, cade in un momento particolarmente difficile per il settore occupazionale. E il comparto assicurativo non si salva. Nei mesi scorsi sono stati diversi i presidi, le manifestazioni e le proteste dei sindacati di categoria degli assicurativi. Nel mirino l’Ania (poi, come è noto, il Ccnl per il personale dipendente non dirigente delle imprese, scaduto da due anni, è stato rinnovato, seppur faticosamente), ma anche i sindacati degli agenti (il rinnovo del Ccnl dei dipendenti di agenzia è ancora in alto mare).

Anche per gli intermediari il momento non è dei migliori: l’abbandono, da parte delle imprese, di talune aree del territorio rende assai difficoltoso l’esercizio della loro attività. Da un lato cala la redditività di agenzia e i profitti, dall’altro si rende necessario diminuire il numero di collaboratori e il taglio dei costi. Senza dimenticare che molti agenti di assicurazione diventano subagenti perché non riescono più a tirare la carretta. E le chiusure dei punti vendita? Intermedia Channel ne dà notizia ogni settimana…Insomma, il quadro è preoccupante.

Il numero degli intermediari è destinato a diminuire nei prossimi anni. Personalmente ritengo sia un fattore positivo. Mi spiego meglio. Il mercato, oggi, ha bisogno di professionisti seri, preparati, aggiornati, in grado anche di prevenire gli scenari. Non tutti, mi spiace dirlo, rispondono a queste caratteristiche. La riduzione, però, e tengo a sottolinearlo, deve avvenire in modo del tutto naturale e spontaneo. Senza forzature o inqualificabili coercizioni.

Intanto prosegue la discussione attorno alla legge sulle liberalizzazioni. Non senza polemiche. Settimana scorsa il Governo è intervenuto sulla questione della tariffa unica nazionale per quel che riguarda l’Rc auto: «bisogna tenere conto delle differenze delle condizioni di rischio rilevate nei singoli territori», ha sostenuto il Mise in una nota. In altre parole, restano le differenze abissali di premio fra nord e sud. Decisione, questa, che ha mandato su tutte le furie le associazioni dei consumatori (Federconsumatori e Adusbef in primis).

C’è poi da scrivere l’ennesimo capitolo della telenovela fusione Unipol-Fondiaria Sai. Che si è arricchito di un altro attore…protagonista. L’Antitrust. E non è finita… 

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One Comment;

  1. Diogene said:

    Complimenti Direttore,
    ha detto finalmente una verità: non tutti gli intermediari saranno in grado di reggere la “selezione naturale” avviata da tempo.
    Ammiro il suo coraggio che dovrebbe indurre qualcuno a cambiare.
    Invece continua ad imperare la versione scadente della demagogia ghironiana causa dell’accellerazione verso quella selezione naturale, quando ci si sarebbe dovuti occupare di accreditare gli agenti nel mercato cercando punti di convergenza di interessi comuni con imprese e consumatori in funzione di miglioramento di qualità, magari di tariffe e prodotti, ma certamente di business nuovo.
    Se a questi argomenti, antipatici e percio’ impopolari, si aggiunga l’assenza di visione di futuro possibile per gli intermediari da concordare con le compagnie per non essere tagliati fuori dalle scelte che faranno, il quadro appare ancora piu’ depresso.
    Non stupisca, quindi, l’isolamento pernicioso nel quale versa … “la categoria”. Amen

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