L’EDITORIALE DEL LUNEDI’ (n.7)

L'editoriale del lunedì

di Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

Solo alcuni giorni fa la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge n.59/2012 in materia di riordino della protezione civile, in cui lo Stato ha annunciato, tra l’altro, che in caso di terremoto, alluvione o di ogni altra catastrofe naturale non pagherà più i danni ai cittadini.

Come un tragico segno del destino, il sisma della mattinata di ieri che ha colpito l’Emilia Romagna impone già adesso una definizione chiara e precisa del problema. Ai fini di trovare una soluzione. Immediata.

Il provvedimento emanato dal Governo, lo ricordo, stabilisce che «al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati a qualunque uso destinati» per garantire «adeguati, tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione» dei beni immobili privati, «possono essere estese ai rischi derivanti da calamità naturali tutte le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà di privati».

Entro 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta, il Governo, in collaborazione con i ministeri dell’Economia e delle Finanze e dello Sviluppo Economico e sentita (entro 30 giorni) la conferenza Stato-Regioni e l’Isvap, dovrà definire modalità e termini per l’applicazione del provvedimento, «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. I criteri utilizzati dovranno tenere conto, tra l’altro,  dell’estensione «della copertura assicurativa del rischio calamità naturali nelle polizze che garantiscono i fabbricati privati contro qualsiasi danno» e dell’esclusione, anche parziale, dell’intervento statale per i danni subiti da fabbricati.

Le compagnie da sempre hanno caldeggiato questa direzione. Il pericolo, però, come ha sottolineato anche il Cineas, è che si prendano i rischi migliori, scegliendo chi assicurare e come, evitando di stipulare polizze nelle aree maggiormente a rischio di calamità naturali. C’è da capire, inoltre, quanto sarà il premio da pagare…Insomma i punti in questione sono diversi e l’iter di applicazione non sarà di facile realizzazione.  

In questo particolare momento non mi sembra il caso di sollevare sterili polemiche come stanno facendo alcuni partiti contro il Governo Monti. L’idea di una assicurazione obbligatoria per questa causa, a mio parere, non è sbagliata. Anzi. Bisogna fare in fretta, però, a definire un quadro chiaro. Per una volta la burocrazia deve essere messa la parte. Per il bene soprattutto dei cittadini. 

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