L’EDITORIALE DEL LUNEDI’ (n.8)

L'editoriale del lunedì

di Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel 

Ieri gli agenti Reale Mutua. Domani quelli Vittoria, Zurich, Unipol e Uniqa. La stagione dei congressi dei gruppi agenti entra nel vivo. Appuntamenti importanti in un momento delicato per l’intermediazione assicurativa.

Gli agenti Reale Mutua ormai sono in dirittura di arrivo per siglare un nuovo accordo che fidelizza più che mai la rete al marchio. Per il resto, come è avvenuto sempre in passato, gli agenti hanno rimarcato l’orgoglio di appartenere a una compagnia come quella torinese. Che ha fatto la storia dell’Italia.  

Il gruppo agenti Vittoria (congresso elettivo) si accinge a presentare delle modifiche all’accordo economico scaduto da oltre tre anni. Qui, l’appartenenza al marchio non è assolutamente in discussione, la simbiosi con la mandante è incontrovertibile: non è un caso che gli agenti siano circa 440, tutti monomandatari.  

La rappresentanza agenziale di Zurich (anche in questo caso congresso elettivo) è più o meno la stessa storia. Il gruppo avanzerà una serie di richieste alla mandante ma, anche qui, la fedeltà al marchio non sembra vacillare.

L’Associazione agenti Unipol concentrerà le attenzioni in particolare sul futuro del sistema assicurativo in senso lato e sul sistema Unipol, tra solidarietà di gruppo, etica d’impresa e sostenibilità.

Il congresso (elettivo) dove effettivamente i punti interrogativi sono molti è, forse, quello del Gia Uniqa. Bisognerà capire quale sarà la linea politica del nuovo management sia a livello di compagnia, sia  livello di gruppo agenziale.

E poi c’è da monitorare la diatriba in casa Agit (agenti Groupama Italia). Il braccio di ferro fra agenti e compagnia continua ma, al momento, la rappresentanza agenziale non sembra voglia fare voli pindarici verso altri lidi.

In ogni caso, in un momento molto difficile anche in considerazione di una crisi che prevede tempi ancora lunghi, l’impressione è che i gruppi agenti (e gli intermediari singoli) in particolare tendano a tenersi stretta la propria compagnia per così dire di riferimento. Troppo rischioso cambiare o ricercare altri mandati generalisti, magari dopo aver ricevuto una boccata d’ossigeno attraverso qualche incentivo. Più percorribile, invece, la ricerca di accordi con compagnie e società specialistiche ma, diciamola tutta, dietro suggerimento della stessa compagnia di riferimento. Insomma, in assenza di studi e indagini dettagliate, e soprattutto aggiornate, è difficile capire come si sta evolvendo la distribuzione delle reti agenziali. L’impressione, però, è che la strada verso il plurimandato, quello vero, sia in salita. Almeno in questo momento.  

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One Comment;

  1. Diogene said:

    Caro direttore,

    se sembra essere vero che gli agenti tendono a tenersi stretto il rapporto con le proprie compagnie di riferimento, è certamente vero che sono soprattutto le compagnie a non poter fare a meno degli agenti e delle loro organizzazioni agenziali.
    Persino le cosiddette “dirette” – ad esempio Genialloyd, che ha ridato linfa allo scarno progresso del proprio bilancio, solo quando si è inventato il mostro denominato Genial+, affidando la tariffa auto alla vendita degli intermediari A ed E, con il silenzio assenso del sindacati degli agenti – restano ai margini di un mercato che richiede ancora interlocutori professionali.
    Trovo sacrosanta la sua analisi delle indicazioni che rivengono dalle assemblee generali di importanti Gruppi agenti, sui cui esiti dovrebbe fare qualche riflessione il presidente Sna ed i suoi, piu’ o meno convinti, ” crociati ” del plurimandato salvatore.

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