L’educazione difende il risparmio. Una legge per la cittadinanza economica

Educazione finanziaria (4) Imc

Educazione finanziaria (4) Imc

(Fonte: Milano Finanza)

Proprio nel giorno in cui è approdata in aula al Senato la proposta di legge per la costituzione di una commissione d’inchiesta sulle banche, il relatore del disegno di legge, Mauro Maria Marino, che è anche presidente della Commissione Finanze di Palazzo Madama, ha riunito a Roma tutti i soggetti interessati al futuro del mercato finanziario per discutere dell’altro corno del problema, ossia dell’educazione finanziaria.

Sì, perché come ha spiegato lo stesso Marino, aprendo i lavori, le recenti vicende delle banche finite in dissesto hanno dimostrato l’importanza di fornire alle clientela retail prodotti sempre più trasparenti, fino a pensare a «documenti informativi sintetici e semplici per segnalare all’investitore la rischiosità del prodotto, utilizzando anche strumenti cromatici e sintetici di indicazione del rischio». Eppure, ha aggiunto Marino «occorre essere consapevoli che l’attenzione al prodotto finanziario e alla conoscenza dello stesso, rischia di mettere in ombra un approccio globale e complessivo che chiama in causa i motivi più profondi e fondanti della cittadinanza economica: la capacità del risparmiatore di comprendere i rischi e le opportunità delle sue scelte d’investimento. Una battaglia di cittadinanza che deve cominciare dalle scuole ma proseguire anche fuori dalle aule».

L’educazione finanziaria, introdotta per legge con il decreto banche (per effetto di un emendamento dello stesso Marino) deve essere ora regolata attraverso un altro ddl in discussione nella Commissione Pubblica istruzione del Senato, presieduta da Andrea Marcucci. Un passaggio centrale anche per il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan e per il presidente della Consob, Giuseppe Vegas. Il tema, ha detto infatti Vegas, è fondamentale, perché il ritardo in questo campo è grande. In genere un italiano se deve comprare un telefonino «almeno un’ora la perde per informarsi, mentre quando ha in mano un prodotto finanziario firma senza leggere». Bene quindi la nuova legge sull’educazione finanziaria che «consente una collaborazione istituzionale molto stretta» e supera «l’artigianato». L’educazione finanziaria, ha aggiunto, «dovrebbe costituire nel futuro materia di insegnamento negli istituti scolastici». Ma «la semplice istruzione» non basta, «bisogna aiutare i risparmiatori a capire meglio. Noi abbiamo i prospetti che sono fonti di assoluta oscurità, anche mille pagine», un «prospetto così vasto è incomprensibile». E anche per Padoan «l’Italia registra un forte ritardo nel grado di competenza finanziaria dei cittadini», per questo «di recente Governo e Parlamento hanno preso atto della necessità di varare un piano di formazione» per l’educazione finanziaria, con la più stretta collaborazione di Bankitalia, E il comitato chiamato a definire la Strategia nazionale di educazione finanziaria potrà definirne le linee «già nel corso di quest’anno». Del resto, come ha concluso Marino «non è mai troppo tardi, come diceva il maestro Manzi, per combattere l’analfabetismo finanziario».

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