Legge di bilancio, bonus produttività esteso anche a quadri e dirigenti

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(di Marco Strafile – Quotidiano del Lavoro)

La legge di bilancio per il 2017 (L. 232/16), ha rafforzato le disposizioni in materia di retribuzioni collegate alla produttività entrate in vigore lo scorso anno. Dal 2016 è stata introdotta la tassazione con imposta sostitutiva del 10% dei premi di risultato di ammontare variabile la cui corresponsione sia collegata a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione, misurabili e verificabili sulla base di criteri definiti con decreto interministeriale (emanato il 25 marzo 2016), nonché delle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa.

L’accesso a tale agevolazione fiscale, prevista per il solo settore privato, per effetto delle nuove norme in vigore dal 2017, richiede che si realizzino le seguenti condizioni:

  • l’erogazione delle somme premiali deve avvenire in esecuzione di contratti aziendali o territoriali di cui all’articolo 51 del dlgs 81/15;
  • i lavoratori destinatari del regime agevolato non devono aver posseduto un reddito di lavoro dipendente superiore a 80mila euro (50mila euro nel 2016) nell’anno precedente quello di percezione delle somme collegate alla produttività;
  • i premi e le somme ammessi al beneficio non possono eccedere l’importo lordo di 3mila euro che aumentano a 4mila euro nel caso di partecipazione paritetica dei lavoratori all’organizzazione del lavoro, limiti che nel 2016 erano pari, rispettivamente, a 2mila e a 2.500 euro.

Le innovazioni recate dalla nuova legge di bilancio si innestano nel precedente impianto normativo e ne espandono l’ambito applicativo attraverso due direttrici.

La prima riguarda l’ampliamento della platea dei destinatari, realizzato attraverso l’aumento della soglia reddituale entro cui i dipendenti possono fruire della detassazione dei premi legati alla produttività e delle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa. L’innalzamento del limite ad 80mila euro appare infatti idoneo a consentire l’accesso all’agevolazione anche alle categorie dei quadri e dei dirigenti di prima fascia.

L’ulteriore novità riguarda l’aumento sino a 4mila euro lordi delle somme incentivanti che potranno beneficiare dell’imposta sostitutiva del 10%; un importo non trascurabile, così come il vantaggio fiscale collegato, che consentirà un risparmio pari alla differenza tra l’aliquota marginale Irpef applicabile (oltre le addizionali regionale e comunale) e il 10% di imposta sostitutiva.

Le misure rese strutturali dallo scorso anno, per effetto delle modifiche da poco introdotte, tenderanno a consolidare e ad aumentare la diffusione di tali emolumenti premiali il cui principale punto di forza è rappresentato dallo scambio tra incrementi di efficienza – misurati e verificabili – e vantaggio fiscale riconosciuto; misure che rientrano in quell’insieme di provvedimenti attuati dal legislatore allo scopo di recuperare il gap di produttività che divide il nostro Paese da quelli maggiormente virtuosi economicamente.

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