Legge di bilancio e welfare, al posto del premio in denaro incentivi per la previdenza

Risparmio e previdenza Imc

Risparmio e previdenza Imc

(di Nevio Bianchi e Barbara Massara – Quotidiano del Lavoro)

Più ampi i vantaggi fiscali per i dipendenti che percepiscono i premi di risultato e nuove opportunità in caso in cui si scelga di sostituire il denaro con beni e servizi. L’articolo 25 del disegno di legge di Bilancio 2017 aumenta sia l’importo del premio soggetto a detassazione (da 2mila a 3mila euro), sia il limite di reddito che il dipendente deve aver percepito per fruire della detassazione (da 50mila a 80mila euro). L’importo del premio torna quindi alla cifra originaria, quando la detassazione fu introdotta nel 2008, e deve considerarsi al netto dei contributi previdenziali. Parallelamente aumenta da 2.500 a 4mila euro il limite per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro in base all’articolo 1, comma 189, della legge 208/2015, con le modalità specificate dall’articolo 4 del decreto del Lavoro del 25 marzo 2016. Con il nuovo limite rimangono esclusi dal beneficio pochi lavoratori, prevalentemente quelli con qualifica dirigenziale e forse qualcuno con qualifica di quadro.

Due le novità nel caso in cui il lavoratore scelga di sostituire, con riferimento al premio, il denaro con beni e servizi. Con la prima vengono aggiunti ai beni e servizi ai quali non si applica neanche l’imposta sostitutiva del 10%, oltre a quelli previsti dal comma 2 dell’articolo 51 ed dall’ultimo periodo del comma 3, anche quelli previsti dal comma 4 dello stesso articolo e cioè l’uso di un alloggio, l’utilizzo di un’autovettura ad uso promiscuo e la concessione di prestiti a tassi agevolati. Questa previsione andrà chiarita meglio anche perché l’utilizzo dell’autovettura ad uso promiscuo, ad esempio, presuppone che il lavoratore ne abbia bisogno per lavorare e in genere non costituisce una scelta del lavoratore stesso. Quindi bisogna capire quando e come il lavoratore possa scegliere l’auto ad uso promiscuo in alternativa all’equivalente monetario del premio. In questo caso il premio sarebbe vissuto esclusivamente come una forma di risparmio fiscale. Con la seconda, invece, si tende a favorire la scelta verso la previdenza complementare, l’assistenza sanitaria integrativa e le azioni.

L’agenzia delle Entrate aveva chiarito con la circolare 28/2016 che, in caso di scelta di un bene o un servizio, l’esenzione fiscale è soggetta sia al limite generale della detassazione (2mila euro fino al 2017, elevato a 3mila dal 2017), sia al limite di esenzione proprio dello specifico bene o servizio ex articolo 51 del Tuir (ad esempio 5.164,57 euro per la previdenza complementare). Questo comportava, ad esempio, che a fronte di un premio di 3mila euro, se il dipendente in sostituzione delle somme sceglieva la contribuzione aggiuntiva alla previdenza complementare per la quale c’era già stato un versamento ordinario di 4mila euro, l’esenzione era limitata a 1.164 euro, cioè alla differenza tra 5.164 e 4mila. Adesso la norma prevede che nel caso in cui il lavoratore scelga di sostituire le somme del premio con contribuzione alla previdenza complementare, alla cassa sanitaria o scelga l’attribuzione di azioni, gli importi non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente, né sono soggetti all’imposta sostitutiva, anche se eccedenti i limiti di esenzione previsti dalle rispettive norme.

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