LETTERA APERTA DEL COMITATO COSTITUENTE NUOVA ASSOCIAZIONE SU ACCORDO AIBA-SNA

Francesco Paparella e Claudio Demozzi Imc

Il Comitato Costituente Nuova Associazione torna a far sentire la propria voce con una nuova lettera aperta, indirizzata agli agenti di assicurazione, che esprime analisi e dubbi sul protocollo di riferimento AIBA/SNA (nella foto, da sinistra, Francesco Paparella, presidente AIBA e Claudio Demozzi, presidente SNA, dopo la conferenza stampa di presentazione del protocollo d’intesa del 12 settembre u.s.) relativo alla collaborazione tra agenti e broker.

Di seguito, la trascrizione della lettera aperta:

Cara collega e caro collega,

dopo i supposti clamori mediatici, la scintillante conferenza stampa tenutasi presso il Grand Hotel et de Milan, e i vari articoli apparsi – con tanto di foto – sulla stampa nazionale, abbiamo potuto finalmente esaminare l’accordo siglato tra SNA e AIBA, […] che, per tua maggiore comodità t’inviamo in allegato, invitandoti a leggerlo attentamente per condividere le nostre osservazioni e aiutarci a rispondere agli interrogativi di ordine sistemico che tale accordo, inevitabilmente, solleva.

1. Quali sarebbero i reali vantaggi per la nostra categoria e soprattutto in che modo sarebbero tutelati“….gli interessi imprenditoriali, professionali, morali ed economici degli agenti di assicurazione..” , come appunto prevede l’art. 2, comma 2, lettera a) del vigente Statuto SNA?
2. A quale scopo l’art. 10 dello Statuto SNA sarebbe stato integrato assegnando alle Sezioni Provinciali “i compiti fondamentali legati al territorio, …… allo sviluppo dei rapporti con gli iscritti e di rappresentanza dei loro interessi presso le istituzioni locali… .” per poi frustrare quest’attribuzione stabilendo a livello centrale accordi vincolanti tra Agenti eBroker su tutte le piazze italiane ?

3. E ancora, in base all’art. 25, lettera i) del vigente Statuto SNA, non spetterebbe forse al Comitato Centrale il compito di … .“esprimere pareri sugli accordi nazionali, salvo approvazione del Congresso Nazionale” ?

4. Di più: le lettere i) e l) del Protocollo toccano direttamente degli istituti disciplinati dall’Accordo Impresa-Agenti, ma con quale autorità lo SNA può arrogarsi il diritto di modificare o integrare unilateralmente l’ANA 2003 senza aver contestualmente raccolto
l’assenso degli altri sottoscrittori dell’Accordo (ANIA e UNAPASS)? In definitiva, non sarebbe stato politicamente più corretto, più democratico e più rappresentativo raccogliere le volontà della base, prima di siglare un accordo di questa rilevanza, che si propone di essere applicato a livello nazionale e che, per giunta, oltre a essere stato inviato all’ANIA e all’ISVAP, è stato depositato presso le UNIOCAMERE e le Camere di Commercio di tutte le Provincie, per l’inserimento nella raccolta degli usi e consuetudini vincolando, in questo modo, tutti gli agenti di assicurazione, compresi i non iscritti allo SNA?

Ma non finisce qui. L’accordo è giuridicamente inattuale e fonte di gravi rischi per la categoria:

5. Il Decreto Legge “Crescita” del 14 ottobre scorso, che consente la libera collaborazione tra “A con B” e viceversa, trova risposta nel protocollo d’intesa oppure lo stesso, più verosimilmente, essendo precedente all’emanazione del D.L. e non contemplando la collaborazione reciproca, rischia di congelare la situazione ex-ante soltanto a vantaggio dei Broker ?

6. Un protocollo simile spalanca il mercato retail e middle-market ai broker, oggi prevalentemente in mano agli agenti?

Lo SNA ha considerato che AIBA, che rappresenta gli intermediari della Sez. B) del RUI, fino a oggi nostri collaboratori prevalentemente per i clienti corporate (fetta di mercato che ha ormai esaurito gli spazio di crescita), ha interesse ad indicare ai propri associati nuove aree di sviluppo nel middle-market, sottraendo quote di mercato agli agenti che saranno così costretti a dividersi con loro le (già misere) provvigioni?

7. Secondo la nuova direttiva europea sull’intermediazione assicurativa (c.d. DIA2), in via di emanazione, il broker, quale mandatario e rappresentante degli interessi del suo cliente, dovrebbe percepire il compenso solo da quest’ultimo: com’è possibile che questo tema, da anni così tanto caro allo SNA, sia stato completamente trascurato?

8. Che succederà quando entrerà in vigore il divieto di “tacito rinnovo” delle RCA per le polizze intermediate da broker? Come farà il broker a inviare l’estratto conto con la comunicazione d’incasso giacché i premi saranno tutti da rinegoziare?

9. Come pensano i contraenti dell’accordo di armonizzare le rimesse dei premi per le polizze RC Auto di durata obbligatoriamente annuale, posta la sopravvenuta e sostanziale inapplicabilità del termine di 15 giorni previsto dall’art. 1901, comma 2, cod. civ.?

Le nostre perplessità, inoltre, non hanno soltanto natura di principio, ma operative: entrando nel merito delle norme dell’accordo, con particolare riferimento ai disposti dei punti 1 e 2 , lettere g), h), i), l), sorgono spontanee diverse domande.

  • Perché mai quest’accordo dovrebbe vincolare anche gli Agenti non iscritti allo SNA? Se un agente non iscritto allo SNA subentra a un agente iscritto allo SNA, perché mai dovrebbe essere costretto a mantenere il rapporto col Broker fino alla scadenza annuale con le provvigioni concordate con l’agente uscente, avendo come unica alternativa il trasferimento del portafoglio presso un’altra agenzia? Perché lo SNA dovrebbe favorire queste forme di cannibalismo?
  • Se le Compagnie (che sono del tutto estranee a quest’accordo, che pure prevede degli obblighi a loro carico) preferiscono non ratificare un rapporto di collaborazione di un proprio agente con un broker, e quest’ultimo si presenta in agenzia col mandato di un cliente, l’agente sarà costretto a dargli ugualmente copertura anche senza avere incassato effettivamente il premio che dovrebbe essere accreditato 5 giorni dopo aver ricevuto un fax dal broker? E se, invece, per un qualsiasi motivo, non arrivassero i soldi che succederebbe?
    L’agenzia dovrebbe registrare a cassa con sospeso?
  • E ancora: qualora l’addendum venga ratificato dalla compagnia ai sensi dell’art. 118 del CdA, il broker è autorizzato a rilasciare al cliente la ricevuta d’incasso per conto della compagnia con valore di quietanza: il cliente è così coperto ma, se il broker non esegue la rimessa entro il 10 del mese successivo, l’agente è esonerato nei confronti della compagnia?
  • A noi risulta di NO, e abbiamo anzi testimonianza che le compagnie pretendono il pagamento dei premi da parte dell’agenzia, salvo il diritto di quest’ultima di rivalersi successivamente sul broker (più dubbio che possa farlo sul Fondo di Garanzia in caso di fallimento o concordato preventivo, come è successo, recentemente, a note società di brokeraggio, tenuto conto che il Fondo non opera nei confronti degli Agenti).
  • La semplice esistenza d’un rischio siffatto avrebbe dovuto suggerire al Sindacato di consigliare a TUTTI i propri iscritti di non richiedere la ratifica dell’addendum dalla compagnia. in tal modo, l’agente potrebbe perlomeno tentare di rivalersi sul cliente per incassare il premio, sospendendo la copertura delle polizze qualora i relativi titoli originali delle quietanze fossero ancora in agenzia.
  • Non vogliamo certamente dar corso alle notizie, che pure si susseguono in questi giorni, che taluni membri dell’Esecutivo Nazionale dello SNA possano avere un diretto interesse all’argomento, per avere congiunti o parenti stretti esercenti l’attività di brokeraggio assicurativo. Ma, fuor di polemica, non possiamo esimerci dal constatare che quest’accordo, che pure avrà un impatto notevole –e non benefico- sull’intera categoria, sia stato negoziato e concluso senza alcun confronto con la base.

Concludiamo con il sincero auspicio che, la fondatezza dei dubbi sopra esposti suggerisca allo SNA di disdire tale accordo per riscrivere INSIEME a tutti i rappresentati degli Agenti e dei Broker, un nuovo protocollo che tuteli tutti i soggetti coinvolti alla luce della nuova norma del DL che prevede la collaborazione tra A e B.

Confidiamo che tu voglia condividere queste nostre riflessioni con i colleghi con cui sei in contatto e, ringraziandoti per l’attenzione, ti salutiamo con sincera cordialità.

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6 Comments

  1. GIAN PAOLO said:

    L’accordo: mi sembra una razionale innovativa intesa tra professionisti ed il mondo universale, questi due uomini, alla luce delle future direttive Europee, e dalla recessione mondiale, hanno capito che per contrastare “i canali alternativi” sempre più in auge, strutturate dalle compagnia”sotto le mentite spoglie” di società alternative (a Tutti noi?….).

    Quando ero Agente, mi capitava di non soddisfare molte volte il cliente potenziale, e quasi sempre alla lunga lo perdevo, perchè la mandante preferiva non soddisfare le richieste, mentre questo Accordo , svincola ed unisce allo stesso tempo, la possibilità”reciproca degli Intermediari”, regolando solo gli aspetti amministrativi, è consolidando reciprocamente, l’opportunità di fare Bussiness, cioè: se l’Agente-Intermediario no riesce ha piazzare una rischio, l’Intermediario-Broker, riesce, ed il gioco è fatto…….

    Certamente un plauso ai PRESIDENTI, che stanno vedendo l’orizzonte temporale ( da subito senza tentennamenti e/o strumentalizzazioni), l’ulteriore possibilità di offrire nel futuro-prossimo, quella completezza professionale,( che qualcuno politicamente continua a disconoscere), mentre così si riconferma: l’unità universale di essere dei veri Intermediari professionisti, che anche con la congiuntura mondiale, il loro “spreed”, non verrà inflazionato.

    Cordialità.

  2. Gianni said:

    …sembra che circoli una letterina dell’ANIA nella quale si disconosce qualsiasi valore all’accordo (…o protocollo o come cavolo si vuole chiamare) siglata da Demozzi e Paparella, come, peraltro, era facile prevedere…adesso, qualcuno, dovrebbe prendersi la briga di informare gli associati AIBA e SNA che l’accordo va preso per quello che è…una simpatica ragazzata siglata al volo da due allegri compagnoni.

  3. Allibito said:

    Ma qualcuno si è preso la briga di capire la diferenza fra “Protocollo di intesa” ed Accordo Nazionale?

    Fra obbligo ad applicare quanto previsto e LIBERTA’ di aderire o meno?

    Il resto è, come troppo spesso si legge da chi parla di coerenza altrui ma si tiene bene strette tutte le poltroncine di quel sindacato che tanto si critica, fuffa….

    Si è ancora in attesa di conoscere le mirabili elucubrazioni e proposte innovative dei fantomatici 12 (o 11 o 10…) presidenti, sempre che non siano al solito l’appiattimento sulla visione ANIA, come finora si è potuto leggere…

    • angelo said:

      Allibito è l’effetto che lasci a chi ti legge?
      Ma come si fa a disquisire di un protocollo-accordo, chiamalo come vuoi, se si prevede nello stesso il deposito nelle Camere di Commercio affinché siano annoverati tra gli usi e le consuetudini?
      Affinché la consuetudine venga apprezzata dal giudice quale elemento interpretativo di un contratto è necessario:
      • che non sia contraria alla legge o a norme imperative;
      • che sia richiamata dalla legge o dal regolamento (art. 8 d.gen.);
      • che sia pubblicata nelle raccolte ufficiali di enti ed organi a ciò autorizzati (art. 9 d.gen.), ovvero sia provata la sua esistenza dal soggetto che in sede processuale ne ha interesse (art. 2697 c.c.);
      • che sia rilevante in seno alla questione giuridica trattata, essendo la consuetudine non estendibile per analogia.
      Laddove la consuetudine sia di tipo normativo potrà essere valutata ai sensi dell’art. 1340 c.c. come clausola d’uso del contratto, ove sussistano le volontà comuni, l’accordo dei contraenti in tal senso (art. 1374 c.c.). Inoltre, l’applicazione della clausola consuetudinaria dovrà tener conto degli aspetti del sinallagma contrattuale, onde attuare un bilanciamento delle prestazioni e reperire il nesso di reciprocità fra le stesse, onde non siano sproporzionate fra loro od eccessive rispetto all’iniziale volontà dei contraenti.
      Siamo sicuri che vengano tutte soddisfatte queste condizioni per stabilire gli usi e le consuetudini?

      Il vero problema, caro allibito che lasci allibiti, è che, chi ci governa, chi ci rappresenta, e i loro strilloni sui giornali maestri del copia e incolla, sono distanti anni luce da questo mondo.
      Formatori, ex-promotori finanziari, avvocati, tutti personaggi che non conoscono per niente il mondo al quale si rivolgono.
      Ecco perchè sono così distanti.
      Vivono nella Casa del Grande Fratello.

      I 12 Presidenti vanno ringraziati da tutti gli Agenti, per la responsabilità e il coraggio che hanno avuto nell’esporsi in prima persona. Ci hanno messo la propria faccia e il proprio nome per gli interessi di tutti gli Agenti. Non si sono mascherati dietro ad un nomignolo come fai tu, non fanno distinzione tra pluri o mono o peggio ancora tra iscritti o no, considerando che i 2/3 degli Agenti non sono iscritti e che rappresentano la maggioranza.
      Basta già questo per capire la differenza di valori.

  4. Gianni said:

    Alcune osservazioni sono condivisibili, sopratutto in tema di rispetto dello Statuto; un accordo, o contratto collettivo, di respiro nazionale, va sottoposto alla ratifica del Comitato centrale, se no è carta straccia, perlomeno per lo SNA!

    Gli interessi familiari nel brokeraggio di qualche componente l’Esecutivo SNA sono ben noti, d’altronde basti ricordare le elucubrazioni del passato di Bianchi, Demozzi, Guttadauro sul plurimandato orizzontale, verticale, obliquo…..

    Che necessità ci fosse di questo accordo con AIBA è un mistero…spendere poi, con la consueta faciloneria, i soliti superlativi (non meno di STORICO, quello che firma Demozzi) dà la misura di questa dirigenza…visto che non caviamo un ragno dal buco dall’ANIA e dalle OO.SS. dei dipendenti (quelle sì, matasse difficili da dipanare), sottoscriviamo qualcosa di STORICO col primo che passa…i prossimi sono i subagenti…

    Storico sarà quell’accordo che definisca una volta per tutte il vero “casus belli” con i broker, fonte di tanti ricorsi e diversa ed alternante giurisprudenza, e cioè la CLAUSOLA BROKER dei bandi pubblici.

    Il resto sono baggianate, già superate dalla normativa.

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