LIBERALIZZAZIONI: IL TESTO DELL’AUDIZIONE DI ANIA IN SENATO

Di fronte al provvedimento del Governo, l’associazione delle imprese chiede un periodo da quattro a sei mesi per adeguare i processi aziendali.  

Stamani, il presidente dell’Ania, Aldo Minucci, è intervenuto nel corso di un’audizione presso la decima commissione industria, commercio e turismo al Senato per esporre il punto di vista dell’associazione delle imprese assicurative in merito alle misure di liberalizzazione introdotte con il decreto legge 24 gennaio 2012, n.1.

Sul tanto discusso art. 34, quello relativo all’obbligo di informare il  cliente in modo corretto, trasparente ed esaustivo, prima della sottoscrizione del  contratto, sulla tariffa e sulle altre condizioni contrattuali proposte da almeno tre  diverse compagnie assicurative non appartenenti ai medesimi gruppi, Minucci ha detto che «siamo consapevoli che clienti più informati sono in grado di scegliere meglio l’offerta per loro più conveniente. Abbiamo prima argomentato che in Italia l’offerta Rc auto è variegata e capace di adattarsi alle diverse esigenze: quelle,  ad esempio,  di chi preferisce Internet o  quelle di coloro che vogliono un servizio più personalizzato con l’assistenza di un  intermediario. La norma impone un costo amministrativo in capo alla distribuzione, nella convinzione che  tale costo sia inferiore al beneficio di maggiore trasparenza e informazione per il cliente. Non  è facile valutare se ciò sia vero, soprattutto per la difficoltà di quantificare i benefici.  Da parte nostra, posso assicurare che le compagnie sono impegnate a ridurre al minimo  il  costo sopportato dalla distribuzione, attraverso la predisposizione di prassi operative  efficienti.  Non possiamo però sottacere», ha continuato Minucci, «che serve un congruo termine di adeguamento, tra quattro e sei mesi, necessario per intervenire su realtà e processi aziendali complessi. Inoltre, va rilevato che  la sanzione per il mancato adempimento agli obblighi di confronto  tariffario è elevatissima (da 50.000 a 100.000 euro). Si deve ricordare che l’agenzia è quasi sempre una piccola impresa; due disattenzioni di un addetto di agenzia potrebbero mettere a  repentaglio il ricavato di un anno di lavoro dell’impresa. Ci sembra che tale sanzione sia  abnorme e non proporzionata e che vada perciò ridotta drasticamente».

Clicca QUI per leggere l’audizione di Aldo Minucci in Senato.

 

Redazione Intermedia Channel

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