LIBERALIZZAZIONI: LA POSIZIONE DI AIBA SUL DECRETO LEGGE E SULL’ART. 34

PAPARELLA Francesco 3

Francesco Paparella, presidente dell’Associazione italiana brokers di assicurazioni e riassicurazioni, è favorevole a tutto ciò che sia utile a rendere il mercato più aperto, ma questo provvedimento non lo convince su alcuni aspetti…  

«Aiba, a priori, è favorevole a tutto ciò che viene fatto per rendere più aperto il mercato assicurativo e per creare una maggiore competizione e concorrenza. In merito al decreto legge sulle liberalizzazioni nel settore assicurativo, però, abbiamo avanzato delle perplessità e allo stesso tempo abbiamo proposto alcuni suggerimenti». È chiara la posizione di Francesco Paparella (nella foto), presidente dell’Associazione italiana brokers di assicurazioni e riassicurazioni. «Riteniamo, in particolare, che determinati aspetti formali del provvedimento non siano effettivamente utili ad allargare il mercato e a offrire un servizio migliore ai consumatori. E lo stesso fatto che se ne stia parlando in modo concreto è già un dato molto positivo».

Domanda. L’Associazione come si è mossa in queste ultime settimane?

Risposta. Aiba ha preso parte ad alcuni tavoli di valutazione, intrattenendo sia il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, sia la X Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato che ha in pugno la questione. Abbiamo inoltre partecipato a un tavolo tecnico con l’Isvap. Insomma, stiamo cercando di dare il nostro contributo. Ribadisco: siamo favorevoli, in linea di principio, a tutto quello che apre il mercato, non solo sull’Rc auto anche se capisco che è l’aspetto più fondante e più importante per l’utenza, ma anche a tutta la parte per esempio delle imposizioni bancarie in termini di polizze vita e via dicendo.

D. Entrando nello specifico, in quali degli articoli riferiti ovviamente al settore assicurativo avete espresso un vostro parere?

R. In linea di massima su tutti gli articoli che riguardano l’Rc auto, a partire dal 34 e dalla parte che impone i due preventivi che riteniamo essere un aspetto del tutto formale, ma non sostanziale. Nella realtà, difficilmente un intermediario agente propone un preventivo che sia migliore della sua proposta. Credo sia utile, invece, allargare la base di collaborazione tra intermediari. A questo punto si lega la necessità di educare il consumatore a scegliere, a guardarsi intorno prima di accettare la prima offerta che gli viene proposta. Purtroppo in Italia scontiamo una bassissima turnazione della clientela, mentre in Europa mediamente il 22% cambia assicuratore ogni anno. In Italia la percentuale è del 9%. Questo la dice lunga sul gap da colmare. Siamo favorevoli, poi, alle scatole nere, che riteniamo siano strumenti molto importanti e utili, ma non accettiamo che il consumatore paghi la disinstallazione qualora volesse cambiare compagnia. Questo ingesserebbe ancora di più la turnazione della clientela. Per quanto riguarda l’articolo 28, crediamo sia giusto che la banca richieda una copertura vita, ma non può in nessun caso essere lei a imporla, ancorché faccia due preventivi perché anche in questo caso si tratta di un fatto formale.

D. L’articolo senza dubbio più dibattuto, sul quale si concentrano le attenzioni degli intermediari, è l’articolo 34. Secondo lei va stralciato del tutto?

R. Assolutamente no. Che l’assicuratore possa presentare al cliente più preventivi riteniamo sia giusto. E infatti abbiamo chiesto all’Isvap di imporre nell’articolo 34 la possibilità che l’assicuratore quando manda l’avviso di rinnovo al cliente gli segnali che può verificare sul sito Isvap la congruità di quello che si sta chiedendo. Abbiamo inoltre chiesto che il sito on line dell’istituto di vigilanza venga aperto anche agli intermediari e non solo ai clienti. Per quanto riguarda le sanzioni, sono fuori dal mondo…

D. Per concludere, cosa si aspetta dalla discussione in Senato?

R. La volontà del legislatore è positiva. Resta da capire come va realizzata. Aiba ritiene sia indispensabile che tutto quello che venga deciso oggi sia rivisto fra un anno per verificare l’efficacia e l’efficienza reale dei risultati sul campo.

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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