LIBERALIZZAZIONI: UNAPASS SCRIVE AI GRUPPI AGENTI

Il sindacato spiega le ragioni per le quali la prima stesura del decreto andava modificata in alcuni aspetti. Ecco quali…

 In queste ore frenetiche di discussione sulle liberalizzazioni che riguardano anche il settore assicurativo, l’Unapass ha indirizzato una lettera ai presidenti dei gruppi aziendali, firmata da Massimo Congiu (nella foto sotto), presidente nazionale, e da Daniele Capogrossi, componente di giunta. Ecco il contenuto.

 

Cari Presidenti GAA,

come saprete, e come qualcuno di Voi ha tempestivamente sollecitato le Organizzazioni Nazionali Unapass e Sna ad attivarsi, in queste settimane l’Agenda del Governo Italiano si é focalizzata sul Decreto in oggetto; proprio in queste ore il Decreto Liberalizzazioni sarà oggetto di discussione nel Consiglio dei Ministri. Come Unapass abbiamo ritenuto seguirne tutte le evoluzioni in modo attivo continuando nella scelta di campo che da oltre un anno abbiamo fatto costituendo EBIC, il primo Ente Bilaterale che mette insieme Intermediari e Consumatori. Insieme ad EBIC, in queste settimane, abbiamo cercato di mettere assieme, attorno ad un unico tavolo, tutte le Parti rappresentative della intermediazione e del consumerismo.

A più voci abbiamo letto e approfondito le proposte del Governo con lo scopo di arrivare entro la fine del mese a realizzare il Manifesto degli Intermediari e dei Consumatori per le Liberalizzazioni . Solamente facendo sistema, abbandonando le “velleità da ideologia dominante”, aumenteremo le possibilità di dare maggiori stabilità ad un numero maggiore di intermediari. L’alternativa é la contrapposizione ma lascerebbe pochi sopravvissuti.

Il processo delle liberalizzazioni é strettamente correlato e funzionale al processo di ripresa della crescita economica senza la quale difficilmente il Sistema Paese potrà uscire dalla profonda crisi sociale, economica ed istituzionale in corso. É attraverso il processo delle liberalizzazioni che le economie di mercato e liberali possono garantire alle generazioni attuali ed a quelle future una solida prospettiva di benessere, in Italia ed in Europa. Ma le liberalizzazioni devono essere effettivamente utili, praticabili e realizzabili, a favore di tutti e non contro qualcuno, con eliminazione di vincoli e non ad aggiunta di ulteriori oneri ed obblighi.

La prima stesura del Decreto in oggetto, specificatamente, per ciò che riguarda la intermediazione nel settore assicurativo, é apparsa:

– falsamente liberale rispetto a chi vuole liberamente scegliere di essere monomandatario o plurimandatario;

– inapplicabile in quanto l’obbligo ad avere almeno 2 mandati era in capo all’Intermediario e non in capo alle Imprese nel garantirli: entro il termine dei prossimi 12 messi fissato dal Governo, quante agenzie realisticamente avrebbero ottenuto il secondo mandato e quante invece avrebbero subito l’espulsione dal mercato avendone solamente uno?

Nessuna possibilità verificata di introdurre obblighi alle imprese aveva la certezza di essere accolta.

E poi, é saggio sostenere la politica del prezzo più basso in ragione della natura della organizzazione del canale agenziale, senza metterlo in relazione al valore del servizio, della relazione, della assistenza? Nella stesura ultima sarà fatto un ulteriore intervento di rimodulazione di quanto oggi é mal scritto, vessatorio per l’Intermediario, per niente utile al Consumatore. Appare alla nostra portata la possibilità di ottenere la rimozione per legge del divieto di collaborazione A con A: varrebbe la pena insistere in questo particolare contesto. Come, altresì, varrebbe la pena proporre la possibilità di rimodulare la durata annuale delle polizze. C’è un ambito del Decreto che, se non sufficientemente presidiato rischia di creare instabilità al ruolo dell’intermediario: la dematerializzazione del certificato e del contrassegno.

C’è, nell’ultima stesura, il recupero per intero del progetto istitutivo l’Agenzia Antifrode che, approvato lo scorso giugno alla Camera, in Commissione Finanze, si era arenato al Senato, in Commissione Industria. Non può che essere visto a favore quale strumento di prevenzione e di contrasto delle frodi. Non può che essere visto con favore quale strumento di responsabilizzazione delle Compagnie: se intendono contestare un risarcimento in odor di truffa dovranno cominciare a denunciare chi froda, altrimenti pagano senza poterle ribaltare in tariffa!

Una ultima osservazione si riferisce alla innovazione di prodotto che verrebbe introdotta per legge: la scatola nera ed il risarcimento in forma specifica con decurtazione del costo di riparazione nella misura del 30%.

Siamo fortemente convinti che un atteggiamento composto ma fermo, una alleanza tra tutta la filiera della distribuzione ed i consumatori, il vostro fattivo contributo di ulteriori idee e suggerimenti anche critici siano il giusto ingrediente per raggiungere un buon successo di risultato e di migliore percezione della nostra rappresentatività.

Anticipatamente grazie!

Massimo Congiu                                                                                         

Daniele Capogrossi

 

Redazione Intermedia Channel

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2 Comments

  1. MONTICELLI MARZIO said:

    FA PIACERE VEDERE CHE SI TENTA DI COORDINARE IL LAVORO NEL COMUNE INTERESSE, LA LIBERALIZZAZIONI
    NON POSSONO ESSERE SPOT PER ACCRESCERE CREDIBILITA’ IN UN MERCATO LEGATO PIU’ AL SISTEMA MEDIATICO-COMUNICATIVO RISPETTO ALLA RISOLUZIONE DI PROBLEMI OVVII E ANNOSI,PROBLEMI CHE NON SONO STATI AFFRONTATI DAI PRECEDENTI GOVERNI PER PAURA DI NUOCERE AI POTENTI,
    PENSO SIA IL MOMENTO BUONO PER FARE QUALCOSA DI VERAMENTE UTILE PER I CONSUMATORI E INDIRETTAMENTE PER LA NS CATEGORIA, O ORA O MAI PIU’

    BUON LAVORO AI COLLEGHI , IN PARTICOLAR MODO A DANIELE

    • andrea silvetti said:

      D’accordissimo con la necessità, primaria in questo momento, di collaborazione A con A. Sarebbe il modo migliore per far approdare tutti gli Agenti al plurimandato senza aggravio eccessivo di costi e soprattutto senza passare per le forche caudine delle compagnie, le quali dovrebbero anche essere obbligate ex lege ad accettare tali collaborazioni (tranne che per casi particolari come Agenti revocati, di dubbia moralità etc, ma casi veramente rari, perchè sappiamo che l’onorabilità è uno dei prerequisiti per l’iscrizione al RUI). Tali collaborazioni tra Agenti tra l’altro avrebbero un grande impatto politico, perchè creerebbero una rete di relazioni che aumenterebbe lo spirito di gruppo, e quindi anche lo spirito sindacale; se un collega con cui collaboro avesse problemi con la mandante, sarei il primo a difenderlo…
      Forza allora, anche con cause pilota in cui sostenere la liceità sostanziale della collaborazione A con A che serve agli Agenti e ai Clienti, senza danneggiare nessuno.
      Un saluto a tutti.
      Andrea

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