L’INIZIATIVA DEI 12 PRESIDENTI DI GRUPPO: IL COMMENTO DI SALVI (TORO) E SAPORITO (UNIPOL)

Roberto Salvi, presidente del Gaat dice: «Tutto ciò si poteva evitare…». Il presidente dell’Aau: «Critico questa decisione, ma la rispetto».  

Dopo Pietro Melis, presidente di Agit (Agenti Groupama Italia), Jean François Mossino, presidente del gruppo agenti Sai, Sergio Rovera, presidente del gruppo agenti Axa e Nicola Picaro, presidente del gruppo aziendale agenti Sai, Intermedia Channel ha intervistato altri due presidenti di gruppo: Roberto Salvi (nella foto, a destra), presidente del gruppo aziendale agenti Toro e Francesco Saporito (nella foto, a sinistra), presidente dell’Associazione agenti Unipol. La questione è sempre la stessa: la presa di posizione di 12 presidenti di gruppo aziendale, che hanno firmato un documento con il quale hanno sospeso la partecipazione alle riunioni dei comitati dei gruppi dei due sindacati (Sna e Unapass), con l’intenzione di lavorare su un nuovo modello associativo.

«Il documento della riunione dei 12 presidenti di gruppo tocca temi concreti, urgenti da affrontare e ignorati dagli attuali vertici sindacali», esordisce Salvi. «Non sono tra i firmatari, ma condivido le critiche mosse all’operato dei sindacati. Sono molto dispiaciuto per la situazione che si è venuta a creare e avevo già da tempo e in tutte le sedi, istituzionali e non, paventato quello che sta accadendo. Si poteva evitare. È infatti anche il frutto della assoluta incapacità di aggregare, come ho già dichiarato più volte, dell’attuale vertice Sna e dei limiti che lo statuto (che si dichiarava demagogicamente voler riformare in tempi rapidissimi) attribuisce al comitato Gaa. Lo dico anche nella speranza che il presidente dello Sna, Claudio Demozzi, a questo punto, voglia e riesca ad attivarsi per il recupero della situazione nell’interesse della categoria, aggregando le varie anime su un progetto condiviso. Disgregati si è sicuramente più deboli», afferma Salvi.

«Quella dei 12 presidenti è una iniziativa che non costruisce, che segna una distanza e una separatezza e che va ricondotta nel clima di grande confusione che alberga in questo momento all’interno dello Sna», sostiene Saporito. «Una decisione scaturita dal fatto di non riuscire a trovare sedi adeguate di confronto. L’iniziativa, sicuramente, va criticata, ma allo stesso tempo va rispettata. Dico questo perché fino a quando non impareremo a rispettare le posizioni degli altri e a ricercare fino in fondo un filo conduttore comune, ci troveremo sempre di fronte a una o più divisioni. Dobbiamo imparare a rispettare anche la scelta degli altri; non si può sempre additare a chi fa scelte diverse il ruolo di disfattista e di distruttore», conclude Saporito.

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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One Comment;

  1. Diogene said:

    Nella migliore tradizione Salvi e Saporito: un colpo al centro e uno alla botte!
    Ma Saporito non voleva costruire una nuova associazione degli intermediari?
    E Salvi non voleva i gruppi agenti alla guida del processo di aggregazione della categoria?

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