L’ISVAP AUTORIZZA FINSOE AD ASSUMERE IL CONTROLLO DI PREMAFIN

Finsoe e Unipol gruppo finanziario sono però tenute a rispettare alcuni parametri, come per esempio il mantenimento del requisito di solvibilità dell’entità post-fusione superiore al Solvency II Capital Requirement e la nomina di due amministratori delegati in Unipol gruppo finanziario e nel nuovo soggetto.

L’Isvap ha autorizzato Finsoe spa ad assumere la partecipazione di controllo, per il tramite di Unipol gruppo finanziario, nel capitale sociale di Premafin Finanziaria e delle società assicurative direttamente o indirettamente controllate.

Finsoe e Unipol gruppo finanziario, si legge nel comunicato dell’Isvap, rispettivamente nella qualità di società posta al vertice del conglomerato Unipol e di capogruppo assicurativa del gruppo assicurativo post-acquisizione, sono tenute a:

–        considerata la situazione di solvibilità del gruppo Fondiaria Sai, al fine di assicurare una discontinuità rispetto alla precedente struttura che ha gestito le società del medesimo gruppo, non proporre e/o non votare nelle società che verranno acquisite la nomina di amministratori riconducibili all’attuale azionista di riferimento in ragione di rapporti familiari, di rapporti di lavoro autonomo e subordinato o di altri rapporti di natura patrimoniale e professionale;

–        riguardo al duplice incarico previsto in capo all’amministratore delegato di Unipol gruppo finanziario e della nuova entità post-fusione, pur considerati i presidi prospettati dalle società tesi ad evitare una eccessiva concentrazione di poteri, nell’ottica di garantire una governance funzionale alla complessità e all’articolazione della nuova entità post-fusione, assicurare che, nel termine massimo di 18 mesi dalla data di efficacia della fusione, siano nominati due amministratori delegati distinti in Unipol gruppo finanziario e nella nuova entità post-fusione;

–        tenuto conto della rilevante fluttuazione dei mercati finanziari e dell’eventuale andamento sfavorevole della gestione tecnica, in ottica prudenziale, farsi carico di individuare e mantenere in vigenza del regime Solvency II un requisito di solvibilità dell’entità post-fusione superiore al Solvency II Capital Requirement e almeno pari al 120% dello stesso, per gli anni di applicazione di Solvency II che ricadono nel Piano Industriale 2012-2015.

Redazione – Intermedia Channel

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