L’Ivass blocca la Milanese

Gianpiero Samorì Imc

Gianpiero Samorì Imc

(di Federica Pezzatti – Plus24)

L’Authority vieta l’offerta di una polizza Rc medica. Il gruppo, della galassia Samorì, dice a Plus24 di essersi già adeguato

Dopo l’annuncio di metà maggio 2015 di un’indagine specifica nel settore Rc Medica, l’Ivass passa ai fatti e blocca una polizza in commercio costruita da Assicuratrice Milanese, una compagnia che fa capo a Modena Capitale, la holding della famiglia di Gianpiero Samorì (nella foto).

Nonostante le modeste dimensioni della compagnia, si tratta di un prodotto abbastanza diffuso tra i medici italiani che, alle prese con le tariffe proibitive di queste coperture obbligatorie, in particolare da quelle richieste dalle grandi compagnie, spesso ripiegano su offerte «low cost», che coprono i professionisti del bisturi, spesso senza distinguere tra luminari del settore e chirurghi alle prime armi.

Ad essere finita nel mirino dell’Authority è la polizza «RCP medico» che, con il provvedimento del 29 maggio 2015, non potrà più essere commercializzata dalla compagnia Assicuratrice Milanese Spa, che ha sede a San Cesario Sul Panaro, in provincia di Modena. Pare che all’origine del provvedimento ci siano molte segnalazioni di mancati risarcimenti di sinistri inerenti a polizze di copertura di professionisti in campo medico.

Nel dettaglio è stato ingiunto al gruppo, che opera anche tramite agenti trazionali con mandato di altre compagnie, in una logica di plurimandato, pure il divieto di rinnovo automatico per i contratti in essere relativi alla polizza in questione che rechino clausole di proroga tacita «previa formulazione di apposita disdetta nel rispetto dei termini contrattuali», come recita il documento Ivass.

La sospensione della commercializzazione ha efficacia fino a che Ivass non accerterà la corretta implementazione delle misure correttive indicare nel provvedimento. In particolare l’Authority presieduta da Salvatore Rossi, che eccezionalmente interviene entrando nel merito dei parametri assuntivi e nella struttura di un singolo contratto assicurativo (fino ad arrivare a inibirne la vendita), ha ingiunto alla compagnia di effettuare una revisione critica dei prodotti commercializzati ridisegnandoli e calibrandoli in funzione dei differenti target di clienti a cui sono destinati e delle specifiche esigenze di copertura manifestate (prospettando tra l’altro la costruzione di due specifici prodotti: uno dedicato ai medici in strutture pubbliche o private, e uno dedicato ai medici che operano in ambulatorio).

Un richiamo dell’Authority è stato anche fatto circa la verfica dell’adeguatezza nella fase assuntiva. Al punto c) del provvedimento (che in alcuni punti è coperto da Omissis) c’è poi la necessità di indicare con chiarezza nella documentazione che, in mancanza di una copertura di primo rischio, la polizza non è operativa per i medici che operano esclusivamente all’interno di una struttura sanitaria.

La compagnia ha tempo 90 giorni per ad adeguarsi alle richieste e a superare le irregolarità accertate. Assicuratrice Milanese, contattata da «Plus24» ha precisato che «il motivo del temporaneo divieto nulla ha a che vedere con problemi di solvibilità, di patrimonialità o di liquidazione dei sinistri. Esso si fonda sulla opportunità di una migliore definizione dei prodotti ripartiti per singoli target di clientela e nell’adozione di una serie di cautele in sede assuntiva – precisa Daniele Camarda, presidente Assicuratrice Milanese rispondendo a Plus24 –. La società ha già ottemperato trasmettendo l’11 giugno tutti i documenti idonei a comprovare l’adozione delle misure richieste e la loro idoneità a superare i profili di violazione e di irregolarità in tesi accertati, attendendo quindi positivo e rapido accertamento in ordine alla corretta implementazione per la ripresa della ordinaria commercializzazione dei prodotti RCP Area Medica».

Come già detto l’Ivass pochi giorni prima del provvedimento aveva annunciato l’avvio di un’indagine sull’Rc Medica per ottenere un quadro complessivo sui rischi localizzati nel territorio italiano, estendendo il focus anche sulle imprese con sede legale in un altro Stato e abilitate a operare in Italia in regime di stabilimento o in libera prestazione di servizi. Sempre circa l’Rc Medica, i broker fanno notare come in realtà il compito di determinare le condizioni essenziali di copertura nel settore Medico, definendo degli standard ai quali adeguarsi nell’offerta, spetterebbe in realtà al Ministero della Salute, che, con un Dpr previsto dalla Legge Balduzzi, avrebbe dovuto entro il 30 giugno 2013 dettare i regolamenti attuativi, tant’è che la FNOMCeO (federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri) ha ritenuto che l’obbligo assicurativo non sia a tutt’oggi applicabile.

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