Lo Sna fa il punto sulle libere collaborazioni

Intermediari - Collaborazione (4) ImcIn termini numerici il bilancio è di tutto rispetto: dal punto di vista del giro d’affari, invece, l’impatto è ancora modesto. A quasi un anno dalla legge che le ha liberalizzate, oltre 5mila agenti e 1.300 broker hanno avviato collaborazioni nel corso del 2013. Il dato è contenuto in una ricerca realizzata da Innovation Team per conto di Aiba, Sna e Uea e presentata nel convegno organizzato dallo Sna su “Le collaborazioni: esperienze, scenari e opportunità per intermediari assicurativi, clienti e compagnia. Il punto a un anno dalla legge 221/2012”.

A un anno dall’entrata in vigore della legge che ha sancito la libertà per gli intermediari di collaborare, osserviamo un grande entusiasmo da parte degli agenti, come dimostra l’indagine di Innovation Team”, sottolinea Claudio Demozzi, presidente dello Sna, “e siamo fieri di aver interpretato con lungimiranza i segnali che ci provenivano dai nostri associati. Il Sindacato si è speso con grande intensità e senso di responsabilità affinché fosse promulgata per legge la libertà a collaborare, e negli ultimi mesi un grande sforzo è stato profuso nella formazione e divulgazione svolta in tutt’Italia presso le nostre sedi provinciali”.

Così la ricerca. La ricerca di Innovation Team è stata condotta sulla base d’interviste, condotte fra il 20 novembre e il 7 dicembre, a un campione di 1.169 intermediari, di cui 972 agenti e 197 broker, espanso per forma d’intermediazione, marchi, dimensione e area geografica. “Gli obiettivi erano verificare la diffusione e le modalità operative delle collaborazioni a un anno dalla legge 221”, spiega Fabio Orsi di Innovation Team, “verificare le criticità per lo sviluppo delle collaborazioni e il supporto di associazioni di categoria e gruppi agenti, e infine mettere a fuoco quali sono le sfide per la distribuzione assicurativa. Solo il 30% degli agenti e il 13% dei broker rifiutano le collaborazioni: le prospettive di un ulteriore sviluppo sono notevoli. Il giro d’affari che esse generano è sinora piuttosto limitato a causa dell’utilizzo occasionale e focalizzato quasi esclusivamente su rc professionale e auto. Questo perché probabilmente mancano ancora le condizioni per un effettivo sviluppo delle collaborazioni: maggior centralità di broker grossisti e network d’intermediari, entrata nel mercato di compagnie straniere, diffusione di strumenti informativi per amministrazione e gestione di più collaborazioni. Ma è bene anche analizzare un aspetto fondante e profondamente insito nelle collaborazioni: per il 77% dei rispondenti sono una conquista d’indipendenza e libertà per gli intermediari”.

Le indicazioni della ricerca di Innovation Team sono state al centro di una tavola rotonda su come gli intermediari professionali possono rimanere centrali nel mercato assicurativo italiano: oltre a Demozzi, ne hanno discusso Carlo Marietti Andreani, presidente Aiba, Angelo Scarioni, presidente di Macros Consulting e Michele Collio, direttore marketing e distribuzione di Aviva. L’avvocato Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo, ha chiarito alcuni dei punti critici in materia di libere collaborazioni approfondite nelle Faq pubblicate sul sito dello Sna. L’avvocato Claudia Bortolani ha illustrato le opportunità che per gli intermediari si aprono nei paesi dell’Unione europea collaborando con compagnie che operano nei regimi di libera prestazione di servizi e libertà di stabilimento. In una tavola rotonda, inoltre, si sono confrontati sulle possibili aree di sviluppo delle libere collaborazioni Filippo Gariglio, presidente di Uea, Fabrizio Callarà, presidente di Aec Wholesale Group e quattro presidenti di gruppi aziendali: Francesco Bovio (MAGAP Milano assicurazioni), Roberto Salvi (GAAT Toro), Fabrizio Pediconi (Una Vis Coface) e Tonino Rosato (UIA Allianz).

Il punto sulla rc auto. Il convegno, moderato da Michele Languino, responsabile dell’area legale dello Sna, è stato comunque molto ampio e articolato. E’ stato aperto da un intervento di Ranieri Razzante, docente universitario e consulente del sottosegretario allo Sviluppo economico Simona Vicari, che ha aggiornato sulla riforma della rc auto che dovrebbe essere varata domani dal Governo. “Nell’ultima versione vi sono però alcuni punti che mi lasciano perplesso”, ha spiegato Razzante, “come lo sconto predeterminato per gli automobilisti che accettano d’installare la scatola nera o la scomparsa della norma, che avevamo introdotto, con cui s’innalzava a 10 milioni di euro il massimale per la copertura di autobus e pullmann (un problema divenuto di tragica attualità dopo la tragedia di alcuni mesi fa in Campania ndr)”.

Autore: Roberto E. Bagnoli – Iomiassicuro.it (Articolo originale)

Related posts

Top