Luigi Caso (Capo delegazione Ania per il rinnovo del contratto): «Assicurazioni senza tabù»

Assicurazioni - Contratto (2) Imc

Assicurazioni - Contratto (2) Imc

(di Cristina Casadei – Il Sole 24 Ore)

«Serve più produttività: aperti venerdì pomeriggio e mansioni flessibili». «Per la stabilità dell’occupazione bisogna agire sul controllo dei costi»

Prima, dice Luigi Caso «bisognerà capire se il sindacato è disponibile ad accettare di rivedere i presupposti e le tematiche di riferimento per il prossimo negoziato. Solo se ciò avverrà, si potranno successivamente valutare anche gli aspetti economici». Manager di lungo corso nel settore assicurativo, di riconosciute competenze tecniche, Caso coordina i lavori della delegazione Ania per il rinnovo del contratto che riguarda 48mila lavoratori. Ieri, nel secondo incontro con i sindacati, ha presentato le istanze delle imprese.

Il dubbio, dopo aver letto la piattaforma dei sindacati è che non abbiano ben compreso il contesto?

La piattaforma sindacale è stata impostata senza tenere conto di quanto sottoscritto in occasione dell’ultimo rinnovo contrattuale, nel 2012, quando ci lasciammo con l’intesa che nel successivo contratto si sarebbero dovute trattare la flessibilità e l’organizzazione del lavoro, la fungibilità delle mansioni e la nuova distribuzione dell’orario di lavoro.

Quindi?

Dobbiamo partire da presupposti diversi rispetto a quelli dei sindacati.

Quali?

Il contesto economico e finanziario di riferimento è contrassegnato da fondati motivi di preoccupazione: l’andamento al ribasso dei tassi di interesse, l’instabilità geopolitica ed il prevedibile ingresso di nuovi competitors in un mercato che anche tecnologicamente sarà interessato da profondi cambiamenti. Fattori che riducono la profittabilità del settore vita e condizionano la crescita dei premi del settore danni – non auto; riguardo al ramo RC auto invece, l’aumento della competitività ed il calo della raccolta premi accrescono la pressione sulle imprese per il mantenimento di risultati tecnici positivi.

Gli indicatori del vostro comparto, però, sono positivi.

Ai sindacati abbiamo sottolineato che gli indicatori di mercato vanno letti con estrema attenzione e prudenza. In realtà per poter conseguire una crescita equilibrata del settore ed una sostanziale stabilità dei livelli occupazionali è sempre più necessario agire anche sul controllo dei costi e sui quei fattori che possono migliorare la produttività.

Nel perseguire questo obiettivo ci sono delle priorità?

Occorre snellire le procedure di confronto sindacale e procedere ad una revisione degli inquadramenti, sia riguardo al personale impiegatizio che ai quadri e ai funzionari.

A che cosa si riferisce?

Alla possibilità di contare, soprattutto nei casi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale, su una maggiore fungibilità delle mansioni ed un più flessibile impiego del personale. Un’impostazione che è in linea con le disposizioni di prossima attuazione della legge delega in materia di Jobs act, che contempla anche la possibilità di demansionamento, fermo restando l’originario livello retributivo.

Chiederete modifiche sull’orario di lavoro?

L’attuale orario di lavoro (37 ore settimanali) dovrà essere distribuito dal lunedì al venerdì pomeriggio. L’efficienza del settore ed una sua maggiore produttività richiedono anche questa modifica.

Però ci sono accordi aziendali che prevedono il lavoro il venerdì pomeriggio. Non si può demandare il tema al secondo livello?

Gli accordi di cui lei parla sono casi rari ed eccezionali, raggiunti sempre con grande difficoltà ed al termine di estenuanti trattative. In realtà per l’attività del venerdì pomeriggio si fa ricorso allo straordinario.

Ci saranno cambiamenti per chi lavora nei call center?

È necessaria la ridefinizione delle attività degli addetti al call center, prevedendo meccanismi che consentano la fungibilità delle mansioni tra gli addetti ai sinistri, all’assistenza ed alla vendita a seconda delle esigenze organizzative e produttive. La nostra proposta prevede che il relativo trattamento retributivo sia proporzionalmente corrispondente alla tipologia ed alla quantità delle mansioni svolte.

Per i permessi sindacali come vi regolerete?

È necessaria una razionalizzazione delle attuali procedure.

Ci sono altri punti importanti?

Abbiamo proposto una revisione dei cosiddetti scatti automatici di anzianità per ridurne gli effetti sul costo del lavoro.

Per la parte economica i sindacati hanno chiesto un incremento dell’8,50%. Che cosa sono disposte a mettere sul piatto le imprese?

I sindacati hanno avanzato tale richiesta per gli impiegati amministrativi e per i produttori ma, per i call center, le richieste variano dall’11,70% al 29,70%. Si tratta di richieste eccessive che non tengono affatto conto dell’attuale quadro economico complessivo di riferimento, caratterizzato, tra l’altro, da previsioni inflattive molto basse: tra il 2014 al 2017 l’inflazione prevista è intorno al 2,9%. Sappiamo che questo rinnovo sarà complesso e delicato, ma potremo concretamente affrontare il negoziato solo se si metteranno da parte vecchi condizionamenti e convincimenti del passato, privilegiando quei fattori che possono realmente consentire una salvaguardia dei livelli occupazionali.

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