Marco Vecchietti: La Salute è un diritto. Di tutti

Marco Vecchietti (9) Imc

Marco Vecchietti (9) Imc

Presentato a Montecitorio, presso la Sala della Regina, il libro dell’amministratore delegato e direttore generale di RBM Assicurazione Salute. All’incontro sono intervenuti Mara Carfagna (vicepresidente della Camera dei Deputati), il sen. Pierpaolo Sileri (presidente della commissione Sanità) e Maria Bianca Farina, presidente ANIA

Un uomo scrive un libro quando ha una storia da raccontare e lo fa partendo da un’esperienza personale con un pizzico di autobiografia o grazie a conoscenze acquisite nella propria vita professionale. Non fa eccezioneLa Salute è un diritto. Di tutti, opera prima di Marco Vecchietti (nella foto), CEO e general manager di RBM Assicurazione Salute, da ieri neo-divulgatore di un insieme di “riflessioni e pensieri sul futuro del sistema sanitario nazionale”.

Partendo dalla considerazione che il sistema sanitario nazionale ed il Paese si troveranno da qui al 2025 ad affrontare una vera e propria emergenza nazionale, per effetto dell’aumento della longevità e della cronicizzazione delle malattie che comporterà una crescita dei bisogni dei cittadini, Vecchietti afferma che questo è il momento di investire sulla salute dei cittadini anche a fronte di una maggiore longevità proprio per non perdere la prerogativa di quel servizio sanitario che assiste tutti.

Considerare la spesa in Salute non più un costo ma, appunto, un investimento non è però semplicemente un approccio di marketing o una nominalizzazione terminologica differente che esprima il medesimo concetto. È invece il risultato di un pensiero che affronta il tema di un secondo pilastro privato complementare al servizio pubblico da rendere accessibile a tutti i cittadini mediante un’adeguata agevolazione fiscale che permetta a tutti di accedere al medesimo livello di cure in ogni regione e di mantenere un alto standard di qualità della vita.

Il libro riporta l’evoluzione di questo pensiero, partendo dal concetto che la spesa sanitaria “di tasca propria” è la più grande forma di diseguaglianza in sanità, poichè mette i cittadini nella condizione di accedere alle cure solo in ragione della propria capacità contributiva e ripercorre a ritroso, per volontà dell’autore, le considerazioni ed i dati a supporto delle tappe che hanno portato le prime ipotesi sugli scenari possibili al modello di gestione “collettiva”, attraverso un’intermediazione strutturata di compagnie assicurative e fondi integrativi.

Si tratta di una vera e propria “summa” per addetti al settore, istituzioni e parti sociali che illustra attraverso la lettura e la comparazione di grafici di facile lettura e confronto come il quadro macroeconomico non abbia favorito la sostenibilità del sistema sanitario nazionale al punto da rendere ineludibile la soluzione del secondo pilastro, così da far dire alla presidente ANIA, Bianca Farina, che “ormai non ha addirittura più senso continuare (ancora) a parlare di possibile integrazione pubblico–privato, quanto di un nuovo sistema necessariamente misto” ed alla vicepresidente della camera, Mara Carfagna, che “è inevitabile immaginare che in futuro la sanità pubblica sarà sempre più accompagnata da quella integrata”.

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