Mediobanca Securities, in Italia i terremoti costano tre miliardi di euro all’anno

Terremoto Lazio Marche 2016 - Amatrice (Foto AP Photo/Gregorio Borgia) Imc

Terremoto Lazio Marche 2016 - Amatrice (Foto AP Photo/Gregorio Borgia) Imc

(di Paola Longo, MF Dow Jones – Milano Finanza)

I terremoti hanno comportato 3 miliardi di euro di perdite economiche l’anno per l’Italia negli ultimi 44 anni. E’ quanto calcolano gli esperti di Mediobanca Securities sulla base dei dati inclusi nel rapporto I costi dei terremoti in Italia del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

Tenuto conto dei 7 principali eventi sismici dal 1968 al 2012, il CNI ha stimato un costo attualizzato di 121,608 miliardi di euro, dunque appunto circa 3 miliardi l’anno. In particolare, il terremoto del Belice ha avuto un costo attualizzato di 9,179 miliardi, quello in Friuli Venezia Giulia di 18,54 miliardi, quello in Irpinia di 52,026 miliardi, quello nelle Marche e in Umbria di 13,463 miliardi, quello in Puglia e Molise di 1,4 miliardi, quello in Abruzzo di 13,7 miliardi e quello in Emilia Romagna di 13,3 miliardi. “Quindi, possiamo ipotizzare che per ogni anno negli ultimi 44 l’Italia abbia avuto 3 miliardi di euro circa di perdite economiche da terremoti e, considerando i 30 milioni di proprietà presenti nel nostro Paese, una copertura ‘assicurativa’ obbligatoria costerebbe circa 100 euro l’anno per abitazione (dato calcolato come media semplice, quindi prima del mark-up imposto dagli assicuratori e prima dei costi”, spiega Mediobanca Securities. In proposito, gli esperti ricordano che il Governo Monti nel 2012, poi quelli Letta e Renzi abbiano presentato una proposta di una polizza obbligatoria per i rischi di catastrofi naturali, elevati in Italia; il Parlamento però ha sempre respinto tali proposte.

Venerdì, prosegue Mediobanca Securities, Fitch ha indicato una stima di perdite tra 100 e 200 milioni di euro per le assicurazioni dal terremoto della scorsa settimana, principalmente legate alle abitazioni. “Tenendo presente la parte alta del range indicato da Fitch e ipotizzando che Generali Assicurazioni e Unipol abbiano un 20-30% di quota di mercato ciascuna, otterremmo un impatto complessivo di 40-60 milioni prima della riassicurazione”, che, secondo le stime di Mediobanca Securities, “dovrebbe assorbire il 60% delle perdite, come accaduto, ad esempio, per Unipol nel caso del terremoto de L’Aquila nel 2008”. Ciò significa che il conto finale per Generali e Unipol potrebbe essere di 16-24 milioni per ciascuna compagnia, conclude Mediobanca Securities.

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