Meglio l’agente del robot

Promotore finanziario - Agente assicurativo - Analisi Imc

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(di Federica Pezzatti – Plus24)

Per Rossi (Ivass) la fintech offre opportunità ma ci sono anche pericoli come le shadow insurance da vigilare

Relazioni online con i clienti, fintech, big data, il fenomeno che sembra estendersi anche alle imprese di assicurazione a caccia di società tecnologiche con il nuovo inglesismo di Instec, e l’insidiosa shadow insurance. Anche di questo ha parlato il presidente Ivass, Salvatore Rossi nelle sue considerazioni espresse all’assemblea annuale dell’Authority, in cui ha dedicato buona parte del suo intervento alla rivoluzione tecnologica possibile nel settore assicurativo e agli scenari che si aprono.

Salvatore Rossi però ha chiuso questo capitolo con una battuta volta a sdrammatizzare e che avrà rincuorato i professionisti delle polizze, intimoriti dall’avanzata dei robot che se sono già una realtà nel settore della consulenza finanziaria. «Un paio di settimane fa un importante banchiere giapponese con cui discutevo di questi temi mi ha detto che la sua banca stava investendo moltissime risorse nella fintech – ha raccontato Rossi –. Il manager nipponico ha poi sottolineato che questi algoritmi hanno un grave difetto: non sanno scusarsi con il cliente, un problema non da poco in Giappone. Insomma la fine del modello distributivo tradizionale non è scontata: imprese e clienti sembrano volere ancora le reti fisiche, a condizione che si evolvano e si adattino a una strategia integrata».

Come ha spiegato Rossi la “robotizzazione” della relazione fra impresa e cliente, se davvero è così efficiente come si preannuncia, metterà inevitabilmente in discussione le reti distributive tradizionali. «Per il momento, gli operatori già presenti sul mercato interessati a inglobare queste tecnologie nei loro modelli organizzativi puntano alla complementarità fra algoritmi e addetti in carne e ossa, nell’assunto che il contatto umano, sebbene ridimensionato o comunque cambiato rispetto all’esistente, resti una preferenza stabile del cliente», ha spiegato Rossi.

Attraverso strumenti digitali e applicazioni si può incrementare l’attività e la redditività d’impresa, facilitando i processi di vendita, sollevando le reti dai tempi morti. Il presidente dell’Authority ha però avvertito: «Questi sviluppi, già in atto o possibili, se offrono ai cittadini straordinarie opportunità di trovare sul mercato servizi finanziari più efficaci e meno cari, espongono i medesimi cittadini a rischi di varia natura. È dovere dei regolatori e dei supervisori riconoscerli, analizzarli, neutralizzarli». Ed ha concluso: «Il rischio principale è quello di lasciar estendere a dismisura, oltre che l’area dello shadow banking fenomeno già da tempo osservato, anche quella della shadow insurance (attività parassicurative esercitate da soggetti non vigilati), fenomeno ancora embrionale ma da tenere sotto controllo».

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