Milano: La Procura chiede un doppio rinvio a giudizio per Ligresti

Tribunale di Milano ImcL’ingegnere di Paternò è accusato di aver manipolato il mercato attraverso due trust con sede alla Bahamas. Dovrà rispondere anche di corruzione per aver promesso all’ex presidente dell’Isvap Giannini di interessarsi per una sua nomina all’Antitrust

Il Pm di Milano Luigi Orsi ha chiesto il rinvio a giudizio per Salvatore Ligresti, Giancarlo De Filippo e Niccolò Lucchini, indagati per manipolazione del mercato nellinchiesta sui trust esteri azionisti di Premafin. L’udienza preliminare inizierà il 22 marzo davanti al gup del Alessandra Clemente. Orsi ha anche chiesto il rinvio a giudizio per Ligresti e l’ex presidente dell’Isvap, Giancarlo Giannini per corruzione, Giannini deve rispondere anche dell’accusa di calunnia a danno della famiglia Ligresti.  Al centro della vicenda di corruzione c’è la promessa che Ligresti avrebbe fatto a Giannini di interessarsi presso Silvio Berlusconi per una sua nomina all’Antitrust.

Per qunato riguarda i trust esteri, si tratta di acquisti di azioni Premafin, la holding attraverso la quale la famiglia Ligresti controllava Fonsai, fatti tra il 2 novembre 209 e il 16 settembre 2010, finalizzati – secondo l’ipotesi accusatoria – a tenere alto il prezzo dei titoli della società quotata a Piazza Affari, di cui ora unipol detiene oltre l’80%. Le operazioni sarebbero state realizzate attraverso due trust con sede alle Bahamas (Ever Green ed Heritage). Giancarlo De Filippo risulta essere il trustee del fondo Heritage e l’asset manager di The Ever Green Security Trust. Tuttavia, per la Consob dietro ai due trust c’era Salvatore Ligresti. Niccolò Lucchini, invece, avrebbe ricevuto il mandato a operare sul titolo Premafin.

In base all’ipotesi formulata dal Orsi, le società che fanno capo ai due trust tra il 2 novembre 2009 e il 16 settembre dell’anno successivo, hanno comprato azioni Premafin in chiusura di Borsa in modo tale da condizionare l’andamento del titolo. I beneficiari dell’operazione, per l’accusa, sarebbero stati i Ligresti e le loro società, in particolare Imco e Sinergia, che in questo modo non si erano trovate nelle condizioni di dare garanzie aggiuntive alle banche a cui avevano dato in pegno le azioni Premafin essendo stato il titolo tenuto alto, questo il sospetto, in modo artificioso.

Fonte: La Repubblica (Articolo originale)

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