MINUCCI (ANIA): ELIMINARE TAGLIO DETRAIBILITA’ POLIZZE VITA CONTENUTO NEL DL IMU

Aldo Minucci (7) HP Imc

Aldo Minucci (3) ImcIl presidente dell’ANIA Aldo Minucci (nella foto) è intervenuto oggi in audizione davanti alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera nell’ambito dell’iter di conversione in legge del dl Imu (102/2013). L’intervento di Minucci si è quasi interamente concentrato sull’articolo 12 del decreto, che incide pesantemente sulla detraibilità delle polizze vita, dimezzata già a partire dall’esercizio 2013 e successivamente ulteriormente ridotta ad un quarto dal 2014.

Per noi si tratta di una disposizione completamente sbagliata e che, pertanto, va eliminata“, ha premesso il presidente dell’Ania, introducendo la sua riflessione sull’articolo 12. “L’ANIA intende sottolineare come lo specifico intervento sulla detraibilità ai fini Irpef dei premi delle polizze assicurative risulti contraddittorio rispetto a politiche previdenziali di lungo termine, già stabilite e instaurate con i cittadini-contribuenti, e scarsamente lungimirante, sia in termini di utilità sociale sia in ordine ad alcuni aspetti della sua efficacia finanziaria attesa“, ha proseguito Minucci, ricordando come “gli assicurati in possesso delle coperture assicurative in questione godranno di una detrazione fiscale inferiore a quella finora prevista e, quindi, vedranno aumentate le imposte a loro carico“.

Secondo l’ANIA, la norma penalizza inoltre rapporti assicurativi “permeati da una rilevante finalità sociale“, quali quelli “che prevedono il rimborso – ad assicurati divenuti non più autosufficienti – di costi sostenuti per prestazioni sanitarie a rilevanza sociale e prestazioni sociali a rilevanza sanitaria, oppure la copertura dell’esposizione debitoria della famiglia, ad esempio in presenza di mutui per l’acquisto dell’abitazione principale, a fronte della premorienza del principale percettore di reddito o, ancora, la dotazione di un capitale in caso di invalidità permanente per far fronte alla riduzione della capacità reddituale prospettica dell’assicurato“.

Sarebbe ragionevole attendersi, da parte dello Stato, scelte di politica sociale che promuovano, anziché disincentivare, quei cittadini che compiono un atto di virtuosa pianificazione previdenziale contro il rischio di compromissione del proprio bilancio familiare – continua Minucci –. La norma introdotta con l’articolo 12 del decreto-legge, invece, trasmette un chiaro segnale nel senso opposto, scoraggiando i cittadini che scelgono responsabilmente di proteggersi e di pesare meno sulle finanze pubbliche“.

Il presidente dell’ANIA ha quindi criticato la natura regressiva della norma – “la misura sulla detraibilità dei premi assicurativi finisce per aumentare le imposte e disincentivare forme di protezione proprio alle fasce socialmente più vulnerabili” – e la sua retroattività (“una chiara violazione del “patto” instaurato all’epoca della sottoscrizione della polizza tra il cittadino-contribuente e lo Stato“), misura che risulta “particolarmente odiosa” in riferimento ai contratti stipulati o rinnovati prima del 2001 e con la quale si viene meno “ad una promessa di natura fiscale formulata ai cittadini“.

Proprio riferendosi alla fattispecie dei contratti pre-2001, Minucci ritiene infine “improbabile”  la stima dei suoi effetti finanziari, visto che “sarà ragionevole attendersi un incremento delle interruzioni nel pagamento dei premi relativi a tali polizze e, di conseguenza, una diminuzione del corrispondente gettito atteso“.

Audizione di Aldo Minucci alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera – 17.09.2013

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