MINUCCI: «L’INTERMEDIAZIONE AGENZIALE HA UN RUOLO CRUCIALE, MA…»

Davanti a un modello distributivo che è cambiato, il presidente dell’Ania invita gli agenti «a riflettere sulle proprie modalità organizzative e gestionali, identificando quelle più idonee al mantenimento della loro posizione competitiva»  

«L’intermediazione agenziale conserva, per il nostro settore, un’importanza cruciale in ragione dello stretto legame con i clienti e della qualità del servizio offerto. Ma le posizioni acquisite non sono garantite in futuro». Aldo Minucci, presidente dell’Ania, è chiaro di fronte alle prospettive della distribuzione attraverso il canale degli agenti.

«Il modello distributivo dell’assicurazione italiana è profondamente cambiato negli ultimi venti anni, mostrando una chiara tendenza verso la diversificazione e la multicanalità. È una tendenza comune a tutti i paesi europei, perché consente alle imprese di offrire il modello di servizio più rispondente alle diversificate esigenze dei clienti. Per le reti di intermediazione professionale è quindi necessario compiere una riflessione sulle proprie modalità organizzative e gestionali, identificando quelle più idonee al mantenimento della loro posizione competitiva. In presenza di una tendenziale pressione sugli oneri di distribuzione, è essenziale per le singole agenzie accrescere l’efficienza attraverso il contenimento dei costi gestionali e l’aumento dei prodotti distribuiti», sottolinea Minucci.

«In tale prospettiva, le imprese sono pronte a fare la loro parte, favorendo la standardizzazione di procedure e sistemi, grazie a un più diffuso utilizzo delle nuove tecnologie, migliorando la formazione tecnica degli agenti e della loro forza di vendita, ampliando la gamma dei prodotti. Occorre che industria e intermediari operino in sintonia, non solo per adottare le più adeguate soluzioni organizzative e commerciali, ma anche per affrontare le grandi questioni di attualità per il mercato, come, ad esempio, le dinamiche tariffarie nell’assicurazione Rc auto o il tema del plurimandato».

Minucci riconosce che «le reti distributive sono, per le imprese di assicurazione, un asset importante, frutto di ingenti investimenti effettuati nel tempo, il cui valore rappresenta una quota significativa della loro capitalizzazione. Un asset che deve essere salvaguardato e che, quindi, non può essere messo a rischio dal potenziale utilizzo da parte di concorrenti che non ne hanno sostenuto i relativi costi di impianto».

Redazione Intermedia Channel

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