MINUCCI SULL’ARTICOLO 34: «GRAVE INTERPRETAZIONE DELL’ISVAP. SIAMO FORTEMENTE PREOCCUPATI»

Aldo Minucci primo piano Imc

Il presidente dell’Ania, in una intervista a Intermedia Channel, evidenzia l’impatto che lo schema di regolamento sull’obbligo di confronto delle tariffe Rc auto, posto in pubblica consultazione, potrebbe avere sulla tenuta delle reti agenziali, qualora dovesse rimanere cosi come è.  

«Quello assicurativo è l’unico settore in cui un determinato soggetto economico pubblicizza i prodotti di altri soggetti economici concorrenti. Mi sembra sia una iniziativa abbastanza strana». Non usa giri di parole Aldo Minucci (nella foto), presidente dell’Ania, nel suo intervento di ieri pomeriggio a Milano nel corso della presentazione al mercato del Rapporto annuale L’assicurazione italiana 2011-2012, a proposito dell’obbligo di confronto delle tariffe Rc auto.

Il presidente ha parlato anche della legge sulle liberalizzazioni e del punto di vista dell’Ania. L’associazione delle imprese, in sostanza, boccia l’obbligo in capo alle compagnie di offrire polizze Rc auto con scatola nera, la riduzione automatica del premio in assenza di sinistri e l’ultimissima versione dell’articolo 34, quello sull’obbligo di confronto delle tariffe Rc auto. Minucci ha risposto volentieri e con garbo a due domande precise che Intermedia Channel gli ha posto, durante il coffee break.

Domanda. L’Ania ha contestato le interpretazioni dell’Isvap in merito ad alcuni articoli della legge sulle liberalizzazioni, al punto che ha presentato anche un ricorso al Tar. Oggi a che punto è l’iter del ricorso?

Risposta. Il ricorso al Tar che abbiamo presentato ha riguardato le interpretazioni emanate dall’organismo di vigilanza in particolare su due punti. Il primo riferito all’obbligo delle imprese di offrire la scatola nera ai clienti che ne facciano richiesta: noi riteniamo che questo obbligo non sussista nella legge e conseguentemente sia una interpretazione non corretta. Il secondo punto, molto più delicato,  riguarda l’opinione che ha espresso l’Isvap secondo la quale in caso di assenza di sinistro compete all’assicurato una riduzione del premio con riferimento all’anno precedente e non alla tariffa che si applica sul nuovo contratto. E questo meccanismo si applica ogni due anni. Sull’una e sull’altra interpretazione l’Ania non è d’accordo. Crediamo che la prima sia inconsistente sotto il profilo normativo, e la seconda illogica dal punto di vista della disciplina complessiva della parte della mutualità assicurativa. Per queste ragioni abbiamo sollevato il caso. Il Tar lo ha già esaminato sotto il profilo del provvedimento d’urgenza e ha ritenuto che non sussistevano gli elementi di danno tali per cui si provvedeva alla sospensione delle interpretazioni. Il merito della vertenza sarà discusso il prossimo 7 novembre. Vedremo se ci darà ragione o torto. Noi speriamo che ci dia ragione…

D. Altra questione è l’articolo 34. Lo schema di regolamento attuativo è da qualche giorno in pubblica consultazione e sembra non piacere a nessuno. Se le cose dovessero rimanere così come sono…?

R….l’articolo 34 non è che a noi andava così tanto male. Al di là del fatto che uno potesse giudicare più o meno positivamente il fatto che l’agente dovesse fornire, oltre al proprio, anche altri due preventivi, non lo ritenevamo fosse questo un atteggiamento che non aumentava l’informazione alla concorrenza. Quello che è grave è l’interpretazione che ha tirato fuori l’Isvap su questo tipo di meccanismo. Noi abbiamo ritenuto che in presenza di questo obbligo l’unico modo per adempiere era quello di ricorrere al preventivatore Isvap. Bisognava quindi dare sei mesi di tempo all’istituto di vigilanza per attrezzarsi in maniera tale da adempiere; a quel punto l’informazione per tutti gli assicurati sarebbe stata neutrale da parte di terzi e completa.

Questo meccanismo di imporre agli agenti vincolandoli in una attività burocratica amministrativa e distogliendoli in questo periodo di crisi dall’attività della raccolta dei premi costituisce un elemento di forte preoccupazione per la tenuta in piedi di reti professionali che coinvolgono, non ce lo dimentichiamo, 22 mila agenti che a sua volta danno lavoro a 200 mila persone. Incidere su questa capacità è un elemento che colpisce la responsabilità di persone come noi che sono attente alla diminuzione del lavoro.

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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One Comment;

  1. Marzio Monticelli said:

    Non è un caso che in un periodo così critico per l’economia vengano distorte risorse per iniziative che poco servono alla concorrenza, per fare la quale basterebbe permettere di far collaborare a) con a).
    Penso che dietro questa apparente stupidità si nasconda la volontà di far chiudere un certo numero di agenzie, visto che negli altri stati europei ce ne sono meno e anche in questo si nota una superficialità di giudizio dei nostri amministratori.
    Speriamo bene………..

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