Mitigazione dei rischi cyber e assicurazioni, la ricetta di AIBA per la messa in sicurezza delle aziende

AIBA - Convegno Nazionale 2018 Imc

AIBA - Convegno Nazionale 2018 Imc

Secondo quanto è emerso dal convegno nazionale AIBA (Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni), i cui lavori si sono sviluppati sotto il titolo Security Code. I nuovi scenari per la gestione e il finanziamento del cyber risk nella industria 4.0, alla luce del Regolamento GDPR”, il tempo medio impiegato da un’azienda per capire di essere sotto attacco cyber è di 205 giorni e per riprendersi da una violazione sono necessari circa 74 giorni. I danni complessivi provocati dal cyber crime in Italia nel 2017 sono ammontati a circa 10 miliardi di Euro. Le grandi aziende e le organizzazioni governative sono costantemente sotto attacco; oltre il 50% delle PMI ha subito un attacco nel 2017, per un costo medio di circa 35.000 euro.

Lo scorso anno, segnalano dall’associazione, i cyber criminali sono riusciti a rubare 40 mila Euro a una PMI, ingannando il figlio dell’amministratore delegato con due sole email: non è possibile definire un perimetro certo di difesa e non esiste tecnologia che ci difenda dall’ingegno delle persone. Un errore commesso in fase di chiusura di un rapporto nella filiale di una banca, ha prodotto un risarcimento danni di un milione di Euro a favore del cliente: i dati sono preziosi e costosi i rischi dei trattamenti completamente automatizzati.

La cultura della gestione sistemica del cyber risk è certamente in crescita nel nostro Paese, ma non abbastanza. Le imprese non prestano sempre la dovuta attenzione ai benefici prospettici derivanti da una puntuale strategia di mitigazione dei rischi cyber. Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) che sarà applicabile negli Stati UE dal prossimo 25 maggio 2018, potrà aumentare la sensibilità verso questo tema, ma prevenire del tutto un attacco cyber non sembra essere di fatto possibile: tutelarsi da questo rischio “è però indispensabile per salvaguardare le imprese da eventi dannosi che sfuggono a ogni previsione.

“Le aziende sono sempre più dipendenti dalle tecnologie, operano in un mercato globale sempre più interconnesso che ha eliminato, di fatto, i confini spazio-temporali – ha commentato il presidente di AIBA, Luca Franzi de Luca. Il numero di attacchi è in costante aumento e a preoccupare è soprattutto l’alto livello di sofisticazione. Lo sviluppo di tecnologie come l’Internet of Things, il cloud computing e il mobile aumentano costantemente il raggio delle vulnerabilità e rendono indispensabile adottare efficaci strategie di cyber security che devono coinvolgere tutte le funzioni aziendali”.

Il mercato assicurativo italiano cyber, evidenziano dall’associazione, è ancora in una fase embrionale: sono poche le imprese che hanno sottoscritto una polizza nel 2017, scegliendo soluzioni che non sempre riescono a garantire la copertura completa del rischio.

Il valore del mercato cyber è di circa 20 milioni di Euro e le compagnie faticano a individuare standard di riferimento per un rischio in costante e imprevedibile evoluzione, i cui costi totali sono difficili da stimare e dove mancano dati storici su un arco temporale sufficiente a consentire una compiuta valutazione del rischio in sede di assunzione.

La polizza cyber, ricordano da AIBA, può coprire sia i danni dell’impresa (interruzione dell’attività, proprietà intellettuale, ripristino dei sistemi), sia i danni a terzi (violazione privacy, perdita profitto, frode finanziaria), sia i costi per la difesa legale, ripristino, reputazione e altro. “Nel mercato – ha osservato Franzi De Luca – si sta affermando la tendenza a escludere il cyber risk dalle coperture tradizionali, come ad esempio le assicurazioni property & casualty. Però, allo stesso tempo le coperture specifiche sui cyber risk, tendono a escludere le lesioni e i danni materiali”.

Il cyber risk, sottolinea ancora l’associazione, è un tema che riguarda da vicino la stessa sopravvivenza delle aziende. Tutto ciò che è digitale raffigura un rischio e la GDPR non rappresenta solo un obbligo di compliance da assolvere, ma è l’occasione per favorire il cambiamento di mentalità delle persone e delle imprese. “Quando si parla di Industria 4.0 non si può fare a meno di considerare la sicurezza dei dati, l’asset immateriale di maggior valore delle imprese – ha aggiunto il presidente di AIBA –. E’ fondamentale che il tema della sicurezza diventi il pilastro delle strategie di business aziendali. Oggi molti manager sono consapevoli della vulnerabilità aziendale rispetto al cyber risk, ma non tutti sono in grado di gestire un attacco: il cyber risk management è diventato un aspetto decisivo per la sostenibilità economica delle aziende”.

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