Molesini (Fideuram), il Vita resterà il nostro driver

Paolo Molesini Imc

Paolo Molesini Imc

(di Carlo Cerutti, MF-DowJones – Milano Finanza)

Banca Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking ha chiuso il 2015 con un utile netto di 747 milioni, in crescita del 28% rispetto allo stesso periodo del 2014. La raccolta netta è di 7,8 miliardi di euro, in forte crescita rispetto all’esercizio 2014 (+116%). Al 31 dicembre le masse amministrate sono pari a 188,9 miliardi, in aumento di oltre 10 miliardi (+6%) rispetto al 31 dicembre 2014.

Numeri ottimi, che ora devono confrontarsi con un contesto di mercato più sfidante. Class Cnbc ha parlato delle strategie di crescita futura con l’ad e direttore generale dell’istituto, Paolo Molesini (nella foto).

Domanda. Avete chiuso un anno di forte crescita, in particolare sul lato raccolta. Quali sono le prospettive per il 2016, alla luce delle forti turbolenze su tutti i mercati?

Risposta. I mercati li vediamo tutti: il momento è complesso. Eppure la nostra storia ci vede particolarmente vincenti in situazioni difficili. Ciò che ci caratterizza è la nostra capacità di dare disciplina al cliente nella gestione del patrimonio. In questi momenti diamo il meglio di noi stessi.

D. Uno dei driver dei risultati 2015 è stato il Vita. Sarà il pilastro sul quale vi appoggerete per la crescita organica del 2016?

R. La parte delle assicurazioni gioca un ruolo importante nelle nostre strategie. E questo perché ha un vantaggio competitivo verso altri strumenti. Senz’altro la rilevanza del settore rimarrà inalterata nel 2016, abbiamo partner assicurativi importanti che stanno facendo un ottimo lavoro.

D. In un momento di tempesta come questo, come rispondete alle preoccupazioni giustificate dei vostri clienti?

R. La parola chiave, torno a ripetermi, è disciplina. In primis bisogna affidarsi a una banca seria e professionale. E guardare il proprio patrimonio in termini oggettivi, smembrando le singole asset class. Occorre capire che cosa vogliamo da questo patrimonio. Tutte le logiche devono essere riportate al medio periodo. Se uno prova a inseguire i rialzi del 10% di questo o quel titolo, si fa solo del male. Bisogna avere molto chiaro che tipo di redditività si vuole nel medio periodo e fare scelte coerenti, che diminuiscano il più possibile la volatilità.

D. Qual è il grado di consapevolezza finanziaria dei vostri clienti?

R. Abbiamo strumenti di consulenza studiati appositamente per trasformare il risparmiatore in investitore. Vogliamo aiutarlo a capire che cosa veramente vuole dal proprio risparmio. Assieme a lui definiamo gli obiettivi di crescita del patrimonio e i mezzi per raggiungere i target con efficacia. Sopra ogni cosa, manteniamo sempre la coerenza tra obiettivi e patrimonio. I nostri clienti sono davvero tra i più consapevoli, e questo è un grande aiuto nei momenti non facili sui mercati.

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