MOODY’S: IL MERCATO ASSICURATIVO ITALIANO RAMO VITA RESTA SOTTO PRESSIONE

Stabili le prospettive del ramo danni

Moody's logo ImcLe prospettive del mercato assicurativo italiano ramo vita restano negative, mentre quelle relative al mercato ramo danni restano stabili. Sono queste le indicazioni provenienti dal rapporto “Italian Insurance: Life Market under Pressure from Macro-Economic Environment; P&C Stable due to Strong Profitability” pubblicato questa mattina da Moody’s Investors Service.

L’agenzia di rating statunitense prevede che nei prossimi 18 mesi il basso tasso di risparmio e l’alto tasso di disoccupazione limiteranno le vendite e la redditività del ramo assicurativo vita. I flussi netti del ramo vita sono stati molto volatili dal 2006 e Moody’s prevede che tale volatilità proseguirà. Al contrario, la previsione di stabilità dell’agenzia di rating per il mercato italiano del ramo danni riflette la forte redditività del settore, in grado di compensare la debolezza economica generale che influisce sulla qualità degli attivi e sul livello di capitalizzazione delle società assicurative.

Moody’s osserva inoltre che le prospettive di stabilità relative al ramo danni sono supportate dal miglioramento della redditività tecnica nel 2013, favorita dal calo della frequenza sinistri Rc auto. Dopo il picco del 2013, l’agenzia di rating prevede un leggero calo della redditività tecnica nel 2014, riconducibile all’intensificarsi della competizione nel mercato Rc auto e a una stabilizzazione nella frequenza sinistri del comparto. Tuttavia, secondo Moody’s, il settore italiano del ramo danni continuerà a riportare risultati di forte redditività tecnica nel 2014 e resterà uno dei grandi mercati assicurativi più redditizi in Europa .

Per quanto riguarda il settore assicurativo italiano nel suo complesso, il deterioramento della qualità del credito sovrano italiano (Baa2, negativo), avvenuto negli ultimi anni, ha comportato una riduzione significativa della qualità del portafoglio investimenti del settore. Con oltre il 50% dei propri attivi investiti in emissioni di debito sovrano italiane, pari a circa 240 miliardi di euro al 30 settembre 2013, le società assicurative italiane presentano un notevole rischio di concentrazione in titoli sovrani e la qualità dei loro attivi è dipendente, in larga misura, dalla qualità del credito sovrano italiano.

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