Munich Re, perdite economiche da danni catastrofali naturali ai massimi degli ultimi quattro anni

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Le perdite economiche complessive (175 miliardi di dollari) sono molto superiori rispetto a quelle registrate nel 2015 (103 miliardi) e più elevate rispetto alle medie a 10 e 30 anni. Discorso analogo per le perdite assicurate, che passano da 32 miliardi di dollari del 2015 ai 50 miliardi del 2016, un indicatore superiore alla media a 10 e 30 anni. Il tributo in termini di vite umane, seppur molto pesante (8.700), risulta decisamente inferiore sia al dato 2015 che alle medie storiche di lungo periodo

Terremoti devastanti e tempeste impetuose hanno reso il 2016 come il peggiore degli ultimi quattro anni in termini di perdite economiche da fenomeni catastrofali naturali. È quanto ha rilevato il colosso riassicurativo tedesco Munich Re, presentando questa mattina il consueto resoconto annuale sulle catastrofi naturali. Le perdite economiche complessive ammontano a 175 miliardi di dollari, molto più elevate rispetto al 2015 (103 milioni) e su livelli non lontano da quelli registrati del 2012 (180 milioni). Il dato 2016 è inoltre superiore alle medie storiche a 10 e 30 anni (rispettivamente 154 e 126 miliardi di dollari).

Discorso quasi analogo per le perdite assicurate, che passano dai 32 miliardi del 2015 ai 50 miliardi del 2016, con una penetrazione assicurativa attorno al 30%, sostanzialmente simile sia a quella registrata l’anno passato che rispetto alla medie storiche a 10 anni. Molto pesante il tributo in termine di vite umane: le 8.700 vittime del 2016 rappresentano tuttavia un indicatore decisamente inferiore sia rispetto al 2015 che alle medie storiche a 10 e 30 anni.

Le indicazioni di Munich Re risultano essere peggiori delle stime preliminari presentate a metà dicembre dall’altro colosso mondiale in campo riassicurativo, l’elvetica Swiss Re: 158 miliardi di dollari di perdite economiche tra fenomeni catastrofali naturali ed artificiali, dei quali 49 miliardi coperti assicurativamente.

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“Dopo tre anni di perdite da fenomeni catastrofali naturali relativamente basse, i dati registrati per il 2016 riportano gli indicatori sui livelli osservati mediamente in passato  – ha affermato Tortsten Jeworrek, membro del CdA di Munich Re –. L’elevata percentuale di perdite non assicurate, soprattutto nei mercati emergenti ed in via di sviluppo, rimane tuttavia una fonte di preoccupazione. E’ importante che vi sia una maggiore penetrazione assicurativa, proprio per la sua capacità di contribuire alla riduzione delle conseguenze finanziarie collegate ad un fenomeno catastrofale che colpisce una comunità di persone. Grazie alle proprie competenze e conoscenze, il settore assicurativo sarebbe infatti in grado di sostenere una quota decisamente maggiore di questi imprevedibili rischi”.

La banca dati di Munich Re ha registrato 750 eventi catastrofali naturali rilevanti nel corso del 2016, un numero superiore ai 730 del 2015 e alle medie registrate a 10 e 30 anni. Oltre un terzo delle perdite economiche complessive è stato causato da alluvioni ed inondazioni, con un incidenza decisamente superiore rispetto alla media degli ultimi dieci anni (21%).

Le catastrofi naturali 2016 più costose in termini economici sono tuttavia collegate ai due tremendi terremoti che hanno sconvolto l’isola giapponese di Kyushu, provocando perdite complessive di 31 miliardi di dollari (le perdite assicurate sono state pari a 6 miliardi, poco sotto il 20%); a seguire, le vaste inondazioni abbattutesi in Cina tra giugno e luglio, con un costo economico di 20 miliardi (e una copertura assicurativa quasi nulla e pari a solo il 2%).

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Nella retrospettiva del gruppo riassicurativo tedesco, una delle otto maggiori catastrofi naturali prese in considerazione è relativa al terremoto che nelle prime ore del 24 agosto ha distrutto diversi comuni in Italia centrale, provocando circa 5 miliardi di dollari di danni economici (il 99% dei quali non assicurati) e quasi 300 vittime. Secondo i dati estrapolati dai data base dedicati di Munich Re, le perdite economiche collegate ad eventi sismici in Italia tra il 1980 ed il 2015 ammontano a circa 56 miliardi di dollari, dei quali solo 1,8 miliardi sono risultati coperti assicurativamente.

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