Napoli: La insostenibile pesantezza dell’assicurazione per l’auto

Arturo Scotto Imc

(NdIMC: riportiamo la lettera scritta dall’On. Arturo Scotto (nella foto) di Sinistra Ecologia e Libertà – partito del quale è anche il coordinatore regionale della Campania – a Repubblica Napoli, pubblicata lo scorso 7 maggio, in risposta all’articolo “Napoletani automobilisti maledetti” di Mariano D’Antonio, apparso sulla stessa edizione locale del 4 maggio scorso)

Arturo Scotto ImcCaro direttore,

L’ intervento del professor Mariano D’Antonio apparso su Repubblica di sabato scorso ha il merito indubbio di aprire una discussione vera su un tema come quello dell’RC auto.

La domanda finale che viene posta nell’articolo ha un fondamento: serve davvero un intervento normativo per calmierare i prezzi e ridurre drasticamente lo strapotere dei cartelli assicurativi? Nel corso dei mesi scorsi si sono mobilitati migliaia di cittadini (la petizione lanciata da Federconsumatori Campania ha raggiunto circa centomila aderenti) ed anche Bruxelles ha stigmatizzato la differenziazione geografica con cui si applicano le tariffe assicurative.

Nel 2012, il Governo Monti ha introdotto con i decreti-legge n. 1 e n. 179 del 2012 disposizioni riguardanti la liberalizzazione di vari settori. In particolare, il decreto-legge n. 179 del 2012 ha vietato il rinnovo tacito del contratto responsabilità civile auto ed ha introdotto un «contratto base» . Tale contratto base deve essere, tuttavia, ancora definito con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentiti l’IVASS, l’ANIA e le principali associazioni rappresentative degli intermediari assicurativi. In precedenza, il decreto-legge n. 1 del 2012 (il cosiddetto decreto liberalizzazioni) ha previsto diverse disposizioni volte a rendere più concorrenziale e trasparente il settore assicurativo al fine di ridurre il costo delle polizze anche attraverso il contrasto alle frodi. Ad esempio, sono state previste la volontaria ispezione del veicolo e la «scatola nera» che consentono una riduzione delle tariffe nonché una restrizione della risarcibilità per le lesioni di lieve entità alla persona. Regole necessarie per arginare i costumi insopportabili che si sono introdotti negli ultimi anni con una vera e propria specializzazione dell’imbroglio che coinvolgeva compagnie, consumatori e professionisti. Bisogna mettere fine a questo sistema che configura tra l’altro le tariffe assicurative nel sud come una vera e propria “imposta sulla nascita“.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato il 22 febbraio 2013 ha pubblicato i risultati dell’indagine conoscitiva riguardante la procedura di risarcimento diretto e gli assetti concorrenziali del settore della responsabilità civile auto per accertare le cause dell’andamento dei premi e dei costi. In effetti, i premi responsabilità civile auto in Italia sono in media più elevati e crescono più velocemente rispetto a quelli dei principali paesi europei: più del doppio di quelli di Francia e Portogallo, con punte dell’80 per cento circa sul mercato tedesco. I prezzi per l’assicurazione nel periodo 2006-2010 sono cresciuti quasi il doppio in Italia rispettoal resto della zona euro. Il nostro Paese si caratterizza per la frequenza sinistri e il costo medio dei sinistri più elevati tra i principali Paesi europei: è quasi il doppio di quella in Francia e in Olanda e supera di circa il 30 per cento quella in Germania; il costo medio dei sinistri in Italia supera quello della Francia di circa il 13 per cento, quello della Germania di oltre il 20 per cento ed è più del doppio di quello del Portogallo; Tuttavia, il numero delle frodi accertate ai danni delle compagnie in Italia appare quattro volte inferiore a quello accertato dalle compagnie nel Regno Unito e la metà di quello accertato in Francia;

Insomma siamo in pieno cortocircuito tra la frequenza dei sinistri e l’accertamento reale delle frodi. Questo determina un’insopportabile aumento medio delle tariffe a Napoli (soprattutto per le auto di piccola cilindrata e i ciclomotori) di circa mille euro (quando va bene) in più del resto del paese.

Occorre mettere ordine. Per questo bisogna pensare a un intervento legislativo che coniughi legalità, rigore e severità sul terreno delle frodi, ma allo stesso tempo allevii la condizione dei consumatori che e’ diventata oggettivamente insopportabile. Parliamo tanto dell’Imu, ma i napoletani ne pagano una doppia imposta sulla casa che si chiama Rc Auto. Questa grava sulle tasche di tutti, giovani e donne, aziende private ed enti locali. Sel ha presentato una mozione parlamentare che impegnerà il governo su questi punti: l’obbligo da parte delle compagnie di assicurazione di comunicare le statistiche sul calcolo la tariffa ed il premio per provincia di residenza, l’inasprimento delle pene per il reato di frode assicurativa di cui all’articolo 642 del codice penale; il tempo massimo di 15 giorni per la denuncia di un sinistro e il divieto di cessione del credito assicurativo e un tetto massimo di differenziazione geografica per gli assicurati.

Occorre dunque mettere delle regole e dare attuazione al decreto 179. Anche perché in questi anni abbiamo assistito troppe volte alle metamorfosi delle compagnie assicurative che iniziavano col confezionare offerte ampiamente concorrenziali e che, tuttavia, terminavano inevitabilmente nella ripetizione di cartelli penalizzanti per i consumatori.

Autore: Arturo Scotto, SEL – Lettera pubblicata su Repubblica Napoli (Articolo originale)

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