NASCE UFFICIALMENTE APAC, NUOVA ASSOCIAZIONE PROFESSIONISTI ASSICURAZIONE E CREDITO

APAC

Lattuada (CGIL) “Occorre contrattare anche per loro”. Una categoria senza tutele. Le donne sono solo il 23%

E’ nata Apac, l’associazione dei professionisti delle assicurazioni e del credito, categoria che conta oltre 207 mila addetti. Ne da notizia un comunicato ufficiale. L’associazione ha preso il via ieri in Cgil alla presenza del Segretario confederale Elena Lattuada per la quale “con la nascita di Apac si apre per il sindacato una doppia sfida: dare tutela e rappresentanza, accanto ai dipendenti, anche ai lavoratori autonomi ed ai professionisti e ricomporre per tal via il mondo del lavoro del settore ed evitando che nello stesso luogo di lavoro si attui il dumping contrattuale”. Sulla stessa linea il Segretario generale della Fisac-Cgil, cui l’Apac si affilia, Agostino Megale, convinto che “con la costituzione di Apac, si gettino le fondamenta di una struttura di ascolto e di rappresentanza delle esigenze di promotori finanziari, produttori e periti assicurativi verso l’obiettivo di riunificazione con i lavoratori dipendenti del comparto sotto uguali diritti di cittadinanza, a partire dalla maternità”. La crisi economica che ha determinato la perdita di posti di lavoro, un’alta disoccupazione in particolare tra i giovani (con il 35% è la più alta in Europa) e la maggiore precarietà ha indebolito fortemente anche il mondo del lavoro autonomo che è divenuto una via di accesso alternativa al lavoro subordinato.

Serve quindi una riforma del lavoro che tuteli chi vuol essere realmente un professionista così come chi subisce l’uso improprio del lavoro autonomo. E’ perciò necessario che il Parlamento adotti anche in Italia uno strumento come lo Statuto del Lavoro Autonomo e Professionale proposto, in questa legislatura dall’on. Cesare Damiano (insieme a Piero Fasino) Ma per la Cgil è ancora più importante che i contratti collettivi nazionali e di secondo livello regolino le modalità di lavoro dei professionisti evitando le clausole vessatorie: Così come è importante che i compensi e le provvigioni siano equi con minimi concordati collettivamente; che in caso di malattia, maternità ed infortunio ci siano tutele sociali esigibili; che si venga sostenuti quando si perde il lavoro o in caso di ritardo dei pagamenti o ancora quando si sospende la prestazione per contenziosi legali con le aziende mandatarie.
(vedi tabella presente in allegato)

Del dibattito odierno sulla nascita di Apac sono stati protagonisti gli stessi operatori del settore, molti dei quali hanno sottolineato come in questi ultimi 20 anni sia cambiato completamente il mondo della finanza, i mercati finanziari, la gestione delle banche, la qualità del risparmio, la gestione finanziaria globale ed europea. “L’unica cosa che non è cambiata – ha affermato uno dei promotori finanziari presenti – sono i nostri contratti individuali di lavoro con le banche e le assicurazioni. Ci sono ancora le clausole vessatorie di stampo medievale. Nessuna garanzie sui compensi e sulle provvigioni, nessuna tutela in caso di malattia o maternità”. Molti hanno rivendicato una regolamentazione dei loro contratti di lavoro anche per essere liberi di tutelare la clientela e di non subire le pressioni di chi vuole semplicemente vendere i propri prodotti e fare più profitti possibili.

Tra i promotori finanziari, le donne sono in minoranza (23%). “Lavorando mi sono resa conto del perché” sono state le parole di un altra promotrice finanziaria. “Non è una condizione per donne. La maternità, ad esempio, non è un lieto evento, diventa una spinta nel vuoto, come da un aereo senza paracadute”. Sempre a disposizione dei clienti e dell’azienda mandante, diviene impossibile fare un’assenza prolungata. In tal caso, è più che un rischio quello di perdere i clienti con un danno non rimediabile. Analogamente, se in famiglia c’è un disabile: nessuna applicazione della legge 104.

A scardinare un sistema sregolato e vessatorio per questi professionisti, è intervenuto nella primavera scorsa l’accordo firmato fra Banca Etica ed i sindacati confederali del credito. “Abbiamo ottenuto che il contratto di lavoro di ciascuno di noi, benchè individuale, fosse sottoscritto sulla base di un modello collettivo e condiviso, con importanti risultati sia per i lavoratori sia per la sostenibilità della Banca”, .ha spiegato Emanuele Pizzo, coordinatore Fisac in Banca Etica.

Un esempio che vale un modello. E’ sempre la segretaria confederale Elena Lattuada a ribadire, concludendo, che la Cgil è determinata nell’affermare i diritti di cittadinanza per tutti, a prescindere dalla forma di lavoro, a partire dal diritto alla maternità o alla malattia. “Non è, ad esempio, accettabile che gli ordini professionali possano arrogarsi il diritto di negare un compenso ai praticanti degli studi di avvocati, notai, ecc. E si capisce allora perché la Cgil senta la necessità, sollecitata dai lavoratori interessati, di ampliare la propria azione di tutela e di rappresentanza all’intero mondo del lavoro”.

(Nelle immagini che seguono, la sala durante i lavori e alcuni dei dati a supporto alla presentazione)

Intermedia Channel

Related posts

Top