Natura delle clausole che condizionano l’operatività della garanzia assicurativa

Corte Cassazione (4) Imc

Corte Cassazione (4) Imc

(a cura della Redazione PlusPlus24 Diritto – Quotidiano del Diritto)

Le clausole che subordinano l’operatività della garanzia assicurativa all’adozione, da parte dell’assicurato, di determinate misure di sicurezza o all’osservanza di oneri diversi non realizzano una limitazione di responsabilità dell’assicuratore, ma individuano e delimitano l’oggetto stesso del contratto ed il rischio dell’assicuratore stesso: da ciò deriva che non è necessaria la specifica approvazione per iscritto ai sensi dell’articolo 1341, comma 2, del codice civile. Inoltre, afferma la Suprema Corte, l’articolo 34, comma 2, del d.lgs. n. 206 del 2005 dispone che il carattere vessatorio della clausola non attiene alla determinazione dell’oggetto del contratto, con la conseguenza che è esclusa in radice la configurabilità del carattere abusivo delle suddette clausole assicurative.

Assicurazioni – Furto – Operatività della garanzia assicurativa – Clausole – Interpretazione (Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 10 febbraio 2015 n. 2469)

Qualora le parti del contratto abbiano espressamente subordinato l’operatività della garanzia assicurativa all’adozione, da parte dell’assicurato, di determinate misure di sicurezza, il giudice non può sindacare la loro concreta idoneità ad evitare l’evento dannoso, e quindi – ove l’evento si sia verificato indipendentemente da tale inosservanza – non può giungere alla conclusione per cui, pur a fronte della loro inosservanza, l’assicuratore debba comunque corrispondere l’indennizzo: dette clausole, infatti, subordinando il diritto dell’assicurato all’indennizzo all’adozione di specifiche misure di difesa del bene protetto, non realizzano una limitazione di responsabilità dell’assicuratore, ma individuano e delimitano l’oggetto stesso del contratto ed il rischio dell’assicuratore stesso. (Nella specie, il fraudolento uso di chiavi vere da parte dei ladri ha costituito il presupposto necessario e sufficiente ad integrare l’ipotesi di esclusione della responsabilità dell’assicuratore alla luce del tenore letterale della clausola contrattuale – che escludeva la equiparabilità dell’uso di chiavi false (rischio garantito) all’uso di chiavi vere anche se fraudolento (rischio non garantito): inoltre essendo la chiave della cassaforte, affermano i giudici, “custodita tra la biancheria del locale comunicante con la gioielleria, i ladri se la ritrovarono comodamente tra le mani”, con la conseguenza che non vi fu nessuna “effrazione” una volta penetrati all’interno di quel locale)

Assicurazioni – Furto – Operatività della garanzia assicurativa – Clausole vessatorie Articolo 1341 c.c. – Presupposti – Esclusione delle clausole che specificano il rischio garantito (Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 28 ottobre 2014 n. 22806)

Sono da considerare clausole limitative della responsabilità, agli effetti dell’articolo 1341 c.c. (con conseguente necessità di specifica approvazione preventiva per iscritto), quelle che limitano le conseguenze della colpa o dell’inadempimento o che escludono il rischio garantito, mentre attengono all’oggetto del contratto – e non sono, perciò, assoggettate al regime previsto dalla suddetta norma – le clausole che riguardano il contenuto ed i limiti della garanzia assicurativa e, pertanto, specificano il rischio garantito. (Nel caso di specie la Suprema Corte respinge il ricorso e dà ragione alla società assicuratrice, la quale aveva contestato la pretesa dell’assicurato, assumendo l’inoperatività della garanzia per inosservanza delle clausole di polizza che prevedevano che all’interno dei veicolo fosse installato un antifurto approvato dall’ANIA e che il mezzo fosse sorvegliato ininterrottamente o posto in aree custodite in occasione di fermate e soste)

Assicurazione – Clausole assicurative – Ipotesi di non consentita limitazione di responsabilità (Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 7 aprile 2010 n. 8235)

Configura una non consentita limitazione di responsabilità, ex articolo 1229 c.c., la clausola di un contratto assicurativo che, nell’escludere l’assicurazione del relativo rischio, ipotizza (come nel caso di specie, con l’espressione testuale “da qualsiasi causa determinati”) in modo ampio ed indiscriminato la non “comprensione” dei danni nell’oggetto del contratto stesso.

Assicurazione – Contro il furto – Clausole – Interpretazione (Corte di cassazione, sezione III, sentenza 27 luglio 2001 n. 10290)

Le clausole di un contratto di assicurazione contro il furto subordinanti la garanzia assicurativa all’adozione di speciali dispositivi di sicurezza o all’osservanza di oneri diversi non introducono limiti alla responsabilità dell’assicuratore ma individuano e circoscrivono il rischio, cioè l’oggetto del contratto (rischio assicurato): da ciò consegue che le misure di protezione delle singole cose, per la stessa natura vincolante della regolamentazione pattizia, debbano essere tassativamente quelle convenute (le sole presuntivamente giudicate dalle parti idonee ad impedire o a rendere più difficile il furto). In forza di tale clausola, afferma la Suprema Corte, il rischio viene a configurarsi come possibilità dell’assicuratore di dover effettuare la prestazione risarcitoria non solo al verificarsi dell’evento previsto ma, altresì, al concretizzarsi delle specifiche modalità positivamente o negativamente indicate; quindi, che le misure delle quali si tratta, si configurano quali elementi essenziali della fattispecie costitutiva del diritto all’indennizzo, ossia che la loro adozione indica il fatto costitutivo del diritto dell’assicurato.

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