Negli USA l’attuario è il “Miglior lavoro del 2015” (ma anche in Italia è una figura sempre più ricercata)

Attuari - Calcoli - Statistiche Imc

Attuari - Calcoli - Statistiche Imc

La classifica di Careercast.com conferma l’ascesa della professione. Studi di statistica, matematica, finanza e attuariali per diventare esperti di valutazione dei rischi. Una professione pressoché senza disoccupati “che ha anche una valenza sociale”. In Italia gli attuari sono oltre 900, ma destinati a crescere. Dove lavorano e che cosa fanno

Secondo la ricerca condotta anche quest’anno dal sito specializzato Careercast.com, punto di riferimento per il mercato del lavoro internazionale, la migliore professione negli Stati Uniti per il 2015 è quella dell’attuario, “una figura sempre più ricercata e con grandi prospettive” anche in Italia.

Gli attuari – si legge in una nota congiunta dell’Ordine Nazionale e del Consiglio Nazionale degli Attuari – sono esperti di statistica, di matematica applicata, di probabilità, di finanza e tecniche attuariali. Il loro mestiere, all’interno delle compagnie di assicurazione come degli enti pensionistici, riguarda molteplici aspetti dal calcolo delle tariffe agli accantonamenti tecnici, e in ogni caso la valutazione dei rischi.

“La nostra attività professionale – afferma Giampaolo Crenca, Presidente del Consiglio Nazionale degli Attuari – ha anche un valore sociale. Facciamo cose che non sono fini a se stesse, ma che servono alla collettività. Un esempio concreto? Calcoliamo le pensioni, così come i premi delle assicurazioni sulla vita”.

Gli attuari in Italia

Nel mondo gli attuari sono 80mila, in Europa 22mila. In Italia oltre 900, un numero destinato a crescere nei prossimi anni sull’onda dello sviluppo della professione legata in particolare alla gestione dei rischi in ogni tipo di azienda, ai fondi sanitari, all’evoluzione dei mercati assicurativi, previdenziali e finanziari.

Gli attuari lavorano sia come liberi professionisti, sia come dipendenti presso società di assicurazioni, enti del settore previdenziale, università, istituti di vigilanza come l’Ivass (assicurazioni) e la Covip (fondi pensione). “Nelle assicurazioni – tiene a sottolineare Crenca – la presenza degli attuari si allarga sempre di più rispetto ai tradizionali ambiti di attività. Oggi troviamo attuari anche nell’area gestionale, nell’informatica, nella pianificazione e controllo. Il rischio è incertezza, e gli attuari dispongono degli strumenti per valutarla. Per l’attuario il rischio è una sorta di habitat naturale”.

Proprio sull’attività dell’attuario nelle compagnie di assicurazione l’Ordine degli Attuari ha organizzato un evento finalizzato ad approfondire i diversi ruoli professionali. L’appuntamento è per martedì 16 giugno 2015 a Roma (sede Swiss Re in via dei Giuochi Istmici 40, a partire dalle 14,30) con replica a Milano venerdì 26 giugno 2015 (sede Allianz in Corso Italia 23, a partire dalle 9,30).

Per gli attuari il tasso di disoccupazione è prossimo allo zero: o meglio, come spiega il Presidente del Consiglio Nazionale degli Attuari, “i tempi per trovare lavoro sono molto brevi, e questo ormai da anni”. Non è infrequente il caso di laureandi contattati per proposte di impiego ancor prima della discussione della tesi.

Che cosa si studia per diventare attuari

Per diventare attuari occorre una laurea magistrale in Finanza, oppure in Scienze Statistiche, oppure ancora in Scienze Statistiche, Attuariali e Finanziarie. Sul sito www.ordineattuari.it si può trovare l’elenco di tutti i corsi di laurea attivi nelle università italiane, così come tutte le indicazioni sull’Esame di Stato per l’iscrizione all’Albo.

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