Niente multe né bolli ai furbetti con targa tedesca

Il Governo modifica il Codice della Strada ma dimentica un fenomeno dilagante. Gabbati anche gli autovelox

Auto - Targa tedesca ImcNiente super bollo, polizza auto scontata anche del 50 per cento e nessuna multa per eccesso di velocità o transito in zone proibite. Il tutto grazie a una targa straniera, meglio se tedesca. Non si tratta del “paese dei balocchi” ma di un semplice escamotage a cui ricorrono sempre più spesso gli automobilisti italiani che amano viaggiare su auto di lusso e super sportive. Il trucco a cui ricorrono i “furbetti” dell’immatricolazione, inoltre, è perfettamente legale e sfrutta la scarsa omogeneità delle norme europee in materia di Codice della Strada. Chi, guardando le tante auto di lusso che circolano in Italia con targhe straniere, pensava a un nuovo boom di turisti in cerca di relax nel Bel Paese deve ricredersi. In molti casi, infatti, si tratta di cittadini italiani che per pagare meno tasse ed evitare il “famoso”super bollo introdotto da Monti, preferiscono far immatricolare la loro auto in paesi in cui i costi di gestione per le super-car sono notevolmente inferiori. Senza dimenticare, inoltre, che immatricolando l’auto all’estero si sfugge agli occhi del “redditometro” che, attraverso il cervellone Serpico, analizza solo le vetture registrate in Italia.

Per gli automobilisti che amano sfrecciare a tutta velocità con i loro bolidi da 100 mila euro, la Germania resta senza dubbio il Paese preferito. Non è un caso, infatti, che su internet spopolano agenzia e società che tra i tanti servizi offrono anche il ricercatissimo “renting targa tedesca“. La procedura è semplice e l’amante dell’auto super sportiva non deve scomodarsi a spostare la vetture di un metro: basta semplicemente inviare i documenti (risoluzione 344/E/2008 dell’Agenzia delle Entrate). Le opzioni possibili sono due. L’automobilista può semplicemente affittare in leasing un’auto immatricolata in Germania e circolare sul suolo italiano, evitando così il super bollo e dimezzando i costi della polizza Rc auto. In alternativa, c’è la soluzione più fantasiosa ma che allo stesso tempo è quella più utilizzata. In pratica si compra in Italia un’auto che ovviamente sarà registrata nel Paese in cui è stata acquistata. Successivamente ci si rivolge alla società tedesca per cedere la vettura appena acquistata. In pochi giorni, l’azienda provvederà alla cancellazione dal pubblico registro automobilistico italiano e alla riconsegna delle targhe. L’auto poi, una volta immatricolata in Germania, tornerà in possesso dell’automobilista italiano perché la società di leasing gli riconosce il diritto alla proprietà, all’uso e alla vendita. In alternativa si può stipulare anche un normale contratto di noleggio, scaricando così il costo anche dalla dichiarazione dei redditi. Così, in pochi giorni e lasciando in garage la propria vettura, si evita il super bollo che prevede il pagamento di 20 euro per ogni Kw che supera la soglia dei 185 Kw. Ma non solo. Tra bollo e polizza Rc auto, infatti, si risparmia circa il 42% senza dimenticare che tutte le multe effettuate da tutor e autovelox sono destinate a finire nel cestino. In Italia, infatti, per motivi di privacy, autovelox e tutor possono fotografare solo la targa del veicolo. In Germania, invece, c’è la necessità di immortalare anche chi è alla guida, pena l’inammissibilità del verbale. Quindi, se dall’Italia arriva solo la fotografia della targa, la multa finisce direttamente nel cestino.

Quello delle società con sede in Germania, non è l’unico trucco utilizzato dai “furbetti dell’immatricolazione“. Di recente, infatti, stanno aumentando le auto con targhe dei Paesi dell’Est europeo perché sempre più persone, dopo aver comprato un’auto di lusso, intestano il veicolo a prestanomi. Nulla, infatti, vieta a un imprenditore di intestare il proprio super bolide a qualche dipendente rumeno, ucraino o albanese. In questo modo, bollo e assicurazione si pagano nel Paese in cui viene effettuata l’immatricolazione. In Romania, ad esempio, il costo di una polizza Rc auto non arriva ai 200 euro annui. C’è da dire, inoltre, che anche per quanto riguarda le multe è davvero difficile che riescano a superare i confini nazionali per arrivare in paesi molto lontani. Molto spesso, infatti, i costi per trasmettere le contravvenzioni sono più alti delle multe stesse. Così, anche in questo caso, circolare a tutta velocità con una targa ucraina ti rende immune dai verbali se non colto in flagrante.

Il Governo italiano, però, ha provato a porre rimedio a questo fenomeno con una direttiva del ministero dei Trasporti che introduceva multe pesanti. In realtà sono stati effettuai anche alcuni sequestri ma, dopo i ricorsi, molti proprietari hanno riottenuto il veicolo. Il motivo è semplice. L’articolo 132 del Codice della Strada prevede che «i veicoli immatricolati in uno Stato estero sono ammessi a circolare in Italia per un anno al massimo». Dopo di che bisogna effettuare la registrazione in Italia. In teoria, però, i controlli sarebbero di competenza degli agenti di frontiera che, da quando in Europa sono entrati in vigore gli “Accordi di Schengen“, praticamente non fermano più nessuno. In sostanza, è impossibile stabilire con certezza quando un veicolo sia effettivamente entrato in Italia. Così, in attesa che si trovi una soluzione su scala europea, visto che anche i recenti aggiornamenti del Codice della Strada non affrontano il problema, c’è una sorta di via libera per tutti. Un via libera che alle casse dello Stato italiano è costato 77 milioni di euro perché, dei 147 milioni che il governo sperava di incassare nel 2012 dal super bollo, ne sono arrivati poco meno di settanta.

Autore: Carlo Gravina – Il Secolo XIX

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