«NO ALLA NASCITA DI UN TERZO SOGGETTO»

Mossino, Melis, Rovera, Picaro

Sergio Rovera (Axa), Pietro Melis (Groupama), Jean François Mossino e Nicola Picaro (Sai) contrari all’iniziativa lanciata settimana scorsa da 12 presidenti di gruppo, che vogliono un nuovo modello associativo.

Non si spengono le polemiche dopo l’iniziativa di 12 presidenti di gruppo di sospendere la loro partecipazione alle riunioni del Comitato dei Gaa in seno allo Sna e del Focus group di Unapass, con l’obiettivo di creare un nuovo modello associativo.

Quale è l’opinione degli altri presidenti di gruppo? Come l’hanno presa? Intermedia Channel ha sondato il terreno. Alcuni si sono pronunciati, altri hanno preferito non intervenire sull’argomento, anche per evitare eventuali strumentalizzazioni.

«Vorrei fare una premessa», precisa subito Sergio Rovera (nella foto a fianco), presidente del gruppo agenti Axa. «Sono assolutamente insoddisfatto di quanto è stato fatto fino adesso, relativamente all’articolo 34 della legge sulle liberalizzazioni. A mio parere l’unica soluzione era l’abrogazione della norma perché inapplicabile. E l’avevo più volte sottolineato alle riunioni del comitato Gaa. Le cose sono andate in maniera diversa….detto questo, non sono favorevole alla nascita di un terzo polo per due ragioni: creare una scissione nello Sna è incoerente, e glielo dice uno che sta faticosamente lavorando per unire i due gruppi agenti Axa. È una operazione priva di vantaggi futuri. La seconda ragione è che la nostra categoria sta affrontando un momento davvero difficile per svariati motivi: creare un ulteriore soggetto politico la indebolirebbe ulteriormente. Credo che le battaglie vadano condotte all’interno e non con altre divisioni. Forse sarebbe stato meglio ammettere il disaccordo con Sna ed eventualmente sentire l’Unapass. E in caso di visione futura comune cambiare sindacato. Ripeto, non ravvedo un motivo per creare un nuovo soggetto».

Pietro Melis (nella foto a destra), presidente di Agit (agenti Groupama Italia) pensa che «l’unitá della categoria non si raggiunga con la scorciatoia di un terzo soggetto. Bisognerebbe», dice a Intermedia Channel, «esperire tutti i tentativi per unificare le due attuali associazioni e subito dopo procedere a una revisione profonda della struttura rappresentativa di tutti i soggetti. Non si può volere l’unità della categoria senza fare tutto ciò che si può fare per unificare Sna e Unapass e nel contempo cercare di procedere in maniera inclusiva per estendere a tutti i soggetti la giusta rappresentatività».

«Forse alcuni presidenti di gruppo ritengono più proficuo creare un proprio contesto, isolato da quelli istituzionali, per proporre le loro idee e soluzioni», afferma Jean François Mossino (nella foto a sinistra), presidente del gruppo agenti Sai. «Secondo me è meglio far valere le proprie opinioni all’interno delle associazioni costituite. Se condivisi dalla maggioranza è possibile cambiare le cose, altrimenti si rispetta democraticamente la situazione, riservandosi il diritto di insistere nel riproporre le proprie idee. Staccarsi e creare una nuova e diversa associazione non risolve il problema della categoria, crea solo l’ambiente dove poter giustificare un pensiero di parte, isolato, in contrasto con quello degli altri. Perché se questo fosse destinato ad avere seguito, dovrebbe a maggior ragione essere sviluppato nei contesti istituzionali. In ogni caso, quindi, una simile azione indebolisce ancora di più la rappresentanza degli agenti. Non credo però che queste siano le intenzioni dei colleghi firmatari di quel documento, la cui intelligenza e senso di responsabilità, porta più facilmente a pensare che intendano solo provocare una reazione collettiva nella nostra comunità. Appare infatti singolare chiamarsi fuori per invocare l’unione. In questo momento è fondamentale che le associazioni nazionali di categoria e i gruppi agenti si confrontino per avere una sola voce nei confronti delle istituzioni, nazionali e internazionali.  È indispensabile creare le condizioni per fare sistema. Non c’è bisogno di creare un soggetto in più».

Infine, Nicola Picaro (nella foto a destra), presidente del gruppo aziendale agenti Sai, che chiarisce subito: «Il Gaa Sai, per esplicita volontà del direttivo nazionale, non ha sottoscritto il documento, però mi sento di poter dire che in esso si esprime in modo chiaro e diretto lo scontento che si registra nella categoria per la perdita di rappresentatività e di tutela da parte di entrambi i sindacati rispetto agli interessi degli intermediari, negli ultimi 10 anni. Rappresentanza e tutela sono parole che potrebbero apparire obsolete, ma secondo me possono essere rilette e reinterpretate in modo moderno e innovativo. È necessario interrogarsi su nuovi modelli e metodi di rappresentanza, facendo molta attenzione però a non alimentare la frammentazione e indirizzando ogni sforzo verso l’univocità degli obiettivi e la condivisione di una piattaforma programmatica che affronti i problemi centrali, l’istituto della rivalsa e la liquidazione, l’articolo 34 e il vero significato delle liberalizzazioni, l’accordo imprese-agenti. Il ruolo dei gruppi», continua Picaro, «proprio perche più vicini alla “base” può e deve essere rivalutato negli organismi nazionali. Da parte mia invito tutti gli attori in campo, Sna, Unapass e gruppi agenti, a ricompattarsi considerando la complementarietà del ruolo di ciascuno. In questa fase nessuno è sufficiente a se stesso e non è necessario rinunciare alle proprie specificità: le diversità possono essere un valore se messe al servizio di un fine comune».

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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One Comment;

  1. Borgomanero said:

    E’ una vergogna!!!!

    In nome dell’unità della categoria ci si spezza e si va per una terza strada, vergognatevi non siete coerenti neanche con le vostre ombre. Come si può dare credibilità a persone che dicono una cosa ed alla luce del sole fanno l’opposto. O vi dimettete VOI o i vostri associati vi faranno capire bene come la pensano.

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