Nobis, un gruppo da 600 milioni tra Torino e Milano con immobiliare, concessionarie auto e assicurazioni

Alberto Di Tanno (Foto Renzo Udali) Imc

Alberto Di Tanno (Foto Renzo Udali) Imc

(di Augusto Grandi – Il Sole 24 Ore)

Un nuovo polo assicurativo sull’asse Torino-Milano, ma con una presenza capillare in tutta Italia. Nasce dall’operazione che ha portato la torinese Nobis – che fa capo al gruppo Intergea, presieduto da Alberto Di Tanno (nella foto), ma con partecipazioni tra l’altro di Andrea Agnelli, attraverso il fondo Lamse – ad acquisire il 51% di Filo Diretto Assicurazioni.

È stato creato un gruppo che, complessivamente, vale oltre 600 milioni di euro tra assicurazioni, concessionarie auto, commercializzazione di ricambi, attività immobiliari.

Di Tanno, a cui fanno capo anche 66 punti vendita auto in 6 regioni, spiega che uno degli elementi caratterizzanti del polo assicurativo sarà rappresentato proprio dalla professionalità acquisita nella vendita e manutenzione di auto e che viene messa a disposizione dell’attività assicurativa. Perché Nobis, nata nel 2008 mentre il gruppo Intergea è stato costituito 5 anni prima a Torino, ha il core business nel ramo auto mentre Filo Diretto è ai primi posti in Italia nell’assicurazione viaggi.

La creazione del nuovo polo assicurativo, che dovrebbe portare ad una fusione nel medio periodo, consentirà di ampliare in ambiti differenti, sia territorialmente sia come mercati. Senza sovrapposizioni ma garantendo risparmi e redditività. E con, alle spalle, la forza di Intergea che può contare su un giro d’affari di oltre 500 milioni di euro (i premi assicurativi sono saliti dai 35 milioni del 2014 agli oltre 50 milioni dello scorso anno), con poco meno di 500 persone coinvolte nella squadra.

Per Di Tanno la crescita dell’attività assicurativa è anche legata alla rapidità di intervento per la riparazione dei danni alle auto, potendo offrire in tutta Italia un servizio completo che spazia dagli interventi dei carrozzieri e dei meccanici a quello dei medici e degli avvocati. A tutto ciò si aggiunge la crescita dell’attività dei concessionari che propongono vetture italiane e straniere, comprese quelle cinesi.

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