Nuove norme per le polizze vita tradizionali

Assicurazione - Mutui - Generico Imc

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(di Federica Pezzatti – Il Sole 24 Ore)

L’Ivass apre a nuove norme. «Non è più rinviabile un confronto con l’industria su cosa poter fare, anche intervendo sulle nostre regole, per rendere sostenibile l’offerta di prodotti»

Che il futuro dell’industria assicurativa si giochi anche sui prodotti Vita che le compagnie propongono è evidente dalla reazione dei mercati all’indomani della comunicazione dei dati qualitativi di raccolta comunicati delle compagnie: si premia chi vende polizze finanziarie e si penalizza chi fornisce maggiori garanzie. In realtà però anche i contratti tradizionali sono in questi anni già molto cambiati. Così le compagnie italiane, a differenza di quelle tedesche, sono riuscite meglio a gestire la transizione verso tassi a zero adottando comportamenti prudenziali nel bilanciare le promesse fatte agli assicurati, più contenute da noi che in Germania e Francia, con appropriate politiche di investimento.

Quasi tutte le polizze collocate nel 2015 avevano, per esempio, una garanzia di tasso di rendimento pari a zero con garanzia del capitale investito (al netto dei costi) spesso prestata solo alla scadenza o dopo un certo numero di anni. Ma il nuovo scenario di tassi zero porterà inevitabilmente a una rivisitazione ulteriore dei prodotti, invocata anche dal presidente Ania Maria Bianca Farina a cui Rossi (Salvatore Rossi, presidente IVASS, durante le considerazioni alla relazione annuale dell’Istituto – ndIMC) pare aprire purchè non siano compromessi i diritti degli assicurati. «Non è più rinviabile un confronto con l’industria su cosa poter fare, anche intervendo sulle nostre regole, per rendere sostenibile l’offerta di prodotti propriamente assicurativi e non solo finanziari», sottolinea Rossi. E sorvegliate speciali sono state nell’ultimo periodo proprio le polizze multiramo (che combinano ramo I, con garanzia finanziaria dell’impresa, a unit linked il cui rischio finanziario resta a carico dell’assicurato). Ma l’attività di tutela dei consumatori non si è fermata qui. Pesanti interventi sono stati realizzati nel settore delle polizze di protezione di mutui (Ppi) dove Ivass con una lettera al mercato congiunta con Banca d’Italia ha fissato paletti più stringenti e ha avviato un’indagine sui caricamenti. Poi va citato anche l’intervento su le polizze abbinate ai servizi di pubblica utilità.

La tutela dei consumatori e la trasparenza hanno mosso poi l’Authority nel 2015 a intervenire su processi liquidativi, vero banco di prova per le compagnie, troppo lenti, come emerge anche dalle denunce degli utenti al contact center Ivass. «Abbiamo potenziato gli interventi di vigilanza su questa fase, convocando esponenti aziendali per portare dei correttivi», ha spiegato Rossi. Troppo lunghi anche i tempi delle liti tra compagnie e assicurati, il tutto a discapito del già lento settore della giustizia. Da qui la disponibilità di Rossi a mettere in piedi un sistema di arbitrato stragiudiziale, come quello che la Banca d’Italia ha istitutio anni fa nel settore bancario (Abf). «Siamo pronti a fare la nostra parte se Governo e Parlamento vorranno riconoscere questa esigenza», ha spiegato Rossi che è intervenuto anche per ricordare come Ivass abbia dato un notevole contributo alla nuova direttiva sull’intermediazione assicurativa Idd che ha visto la luce nel 2015. Tuttavia il presidente Ivass non nasconde che gli orientamenti che stanno maturando in ambito europeo, in particolare su come redigere il Kid (Key information document), sollevano invece più di una perplessità «rendere sostanziale la trasparenza nei confronti dei consumatori è giusto, ma bisogna evitare pericolose distorsioni a discapito di alcuni prodotti – ha spiegato Rossi –. Fare emergere i prodotti assicurativi come più rischiosi e cari di altri che hanno le stesse caratteristiche dal punto di vista dei risparmiatori, introduce pericolose distorsioni nei mercati».

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