Nuove tasse, favorite le polizze vita e i fondi pensione

La legge di stabilità che sarà discussa oggi in consiglio dei ministri prevede un aumento della tassazione sui capital gain degli investimenti finanziari (esclusi i titoli di Stato) dall’attuale 20% al 22% e un aumento dell’imposta di bollo sulle comunicazioni relative ai prodotti finanziari dall’1,5 per mille di quest’anno all’1,65 per mille.

Salvadanaio cassaforte ImcUna manovra che, secondo gli analisti di Mediobanca securities, favorirà le compagnie vita specializzate nelle polizze tradizionali, oltre che i fondi pensione. “Crediamo invece che le due nuove tasse avranno un impatto negativo, anche se marginale, per le pure reti di raccolta del risparmio“, sottolinea un report di Mediobanca securities.

I motivi? La ragione è che i fondi pensione e le polizze vita tradizionali (ovvero quelle di ramo I legate alle gestioni separate) restano escluse dall’imposta di bollo. Inoltre, nel caso dei prodotti vita di ramo I a giocare a favore c’è anche il fatto che i titoli di Stato, che rappresentano una larga fetta del loro portafoglio, rimangono tassati con un’aliquota sui capital gain del 12,5%. Senza dimenticare che per i fondi pensione l’aliquota sui capital gain è ancora più agevolata (11%).

In tale contesto crediamo che gli assicuratori attivi nel comparto vita tradizionale come Generali, Unipol-Fondiaria-Sai e Cattolica possano risultare come marginali vincitori, mentre le pure reti di distribuzione come Azimut e Mediolanum possano risultare marginalmente sfavorite“, dicono gli analisti di Mediobanca securities, “Abbiamo invece una visione più neutrale su Banca Generali per la sua ampia base di prodotti tradizionali che si aggiunge ai prodotti bancari e di asset management“.

Autore: Paola Valentini – Milano Finanza (Articolo originale)

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