OO.SS.: «SORPRESI DALLA RELAZIONE DI MINUCCI DELL’ANIA»

Fiba Cisl, Fisac Cgil, Fna, Snfia e Uilca fanno riferimento alla proposta «per il prossimi rinnovi contrattuali, di prevedere una sorta di redistribuzione degli aumenti economici a favore dei giovani e ai quali verrebbe data più previdenza integrativa, anche attraverso la contrattazione di secondo livello, ovviamente a saldi invariati del costo economico globale del contratto».

Fiba Cisl, Fisac Cgil, Fna, Snfia e Uilca hanno emesso qualche giorno fa un comunicato sulla relazione e sui risultati annuali dell’Ania, che tra l’altro saranno ripresentati oggi a Milano.

Per quanto riguarda la relazione del presidente dell’Ania, Aldo Minucci (nella foto), «abbiamo riascoltato l’ormai seriale lamentazione sul mancato decollo del nuovo welfare (previdenza integrativa, assistenza sanitaria, assicurazione sulla non autosufficienza, rischi catastrofali), senza peraltro avanzare nuove strategie, prodotti innovativi, tavoli di confronto ed elaborazione con il Governo e le parti sociali interessate per concertare nuovi percorsi in grado far uscire l’Italia dal non invidiabile stato di paese tra i più sottoassicurati d’Europa. Sul tema, socialmente sensibile, delle tariffe Rc auto», continua il comunicato, «si registra l’ennesima chiusura corporativa contraria alle liberalizzazioni, addirittura in polemica con l’istituto di vigilanza, e si sorvola sul fatto che nel nostro Paese le tariffe Rc auto, obbligatorie per legge, sono tra le più care d’Europa, mentre le imprese depotenziano le strutture liquidative sul territorio, come ha giustamente segnalato l’Isvap, con un peggioramento della qualità del servizio all’utenza».

Il passaggio della relazione di Minucci sulle relazioni industriali del settore «ha riservato alcune sorprese, quale la proposta, per il prossimi rinnovi contrattuali, di prevedere una sorta di redistribuzione degli aumenti economici a favore dei giovani e ai quali verrebbe data più previdenza integrativa, anche attraverso la contrattazione di secondo livello, ovviamente a saldi invariati del costo economico globale del contratto. In sintesi poco ai giovani, poco ai lavoratori anziani e indubbi vantaggi per le imprese di assicurazione. Ovviamente la relazione di Minucci non ha toccato l’aspetto delle scandalose retribuzioni e stock option del top management assicurativo, riportate anche recentemente dalla stampa. Infine quella che potremo definire semplicemente una provocazione inaccettabile. Sostiene Minucci che il settore non presenta criticità occupazionali che però potrebbero evidenziarsi a fronte di una indisponibilità del sindacato a cogliere le esigenze di massima flessibilità delle imprese. Un ricatto occupazionale bello e buono da respingere al mittente».

 Redazione – Intermedia Channel

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