Opzione donna attende la firma dell’Economia

Pensionata Imc

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(Fonte: Quotidiano del Lavoro)

La relazione sull’utilizzo della “opzione donna” è stata redatta, come previsto dalla legge di Stabilità 2016, ma è in attesa del via libera del ministero dell’Economia per poter essere inviata al Parlamento. Questa la risposta fornita in commissione Lavoro della Camera a una interrogazione presentata da Roberto Simonetti (Lega nord).

Con la legge 208/2015 è stata estesa la possibilità di andare in pensione anticipata (35 anni di contributi e 57 e 3 mesi di età per le dipendenti, un anno in più per le autonome) alle donne che hanno maturato tali requisiti entro la fine del 2015. Tuttavia dall’estensione sono rimaste escluse le lavoratrici nate nell’ultimo trimestre degli anni 1957 o 1958. La legge 208/2015 ha però previsto un monitoraggio dell’utilizzo effettivo dell’estensione e dei conseguenti oneri finanziari affinché, a fronte dei risparmi effettuati rispetto alle previsioni di spesa, l’accesso all’opzione sia esteso alle nate nell’ultimo trimestre ed eventualmente negli anni successivi. L’esito del monitoraggio è oggetto di una relazione firmata dai ministri del Lavoro e dell’Economia da inviare alle Camere entro il 30 settembre di ogni anno.

Simonetti ha chiesto di conoscere a quanto ammontano le risorse risparmiate. Il ministero del Lavoro non ha fornito dati, precisando che la relazione attende il concerto da parte del ministero dell’Economia, confermando che il governo intende utilizzare tali risorse per concludere la sperimentazione. Secondo Simonetti, però, la mancata firma del ministro dell’Economia presuppone la sua volontà di stornare le somme dalla prosecuzione della sperimentazione.

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