Osservatorio ANIMA – GfK, crescono i progetti di spesa delle famiglie italiane

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famiglia-investimenti-2-imcL’edizione di primavera dell’Osservatorio sul risparmio delle famiglie italiane registra una generale stabilità nelle opinioni sulle prospettive future del Paese. In vista delle vacanze estive i progetti di “risparmio” sono in lieve discesa, a vantaggio di quelli di “spesa”. I prodotti finanziari si confermano in cima alle preferenze, rispetto ad immobili e liquidità, ma è ancora troppo limitato il tempo dedicato ai propri investimenti, per la gestione dei quali prevale la delega

Né ottimisti né negativi. Secondo quanto emerge dall’edizione primaverile* dell’Osservatorio semestrale promosso da ANIMA, gruppo operante nel risparmio gestito, in collaborazione con la società di ricerche di mercato GfK, nonostante l’incertezza politica all’indomani del voto del 4 marzo, l’opinione delle famiglie italiane sul futuro del Paese, nel medio-lungo periodo, si mantiene ancora stabile. Sul fronte della progettualità, in particolare, rispetto a sei mesi fa crescono i progetti di “spesa”, mentre quelli di “risparmio” si dimostrano in lieve contrazione.

La rilevazione – che ha come obiettivo di indagare sui comportamenti finanziari delle famiglie italiane in funzione dei loro progetti – è stata condotta su un campione di 1.028 adulti “bancarizzati” (cioè titolari di un conto corrente bancario o postale), rappresentativo di circa 43 milioni di individui, fra cui si calcolano dieci milioni di investitori (cioè possessori di almeno un prodotto di investimento).

L’incertezza legata alla lunga e difficile negoziazione politica per condurre alla formazione del nuovo governo, spiegano da ANIMA e GfK, ha inciso solo in parte sul “sentire domestico”: l’autunno scorso il 12% riteneva che la situazione economica del nostro Paese, rispetto “ad un anno fa”, fosse “migliorata”, ora si ritorna al 9% e passa dal 48% al 45% chi la ritiene “invariata”; salgono invece dal 14% al 18% coloro che ritengono la congiuntura “peggiorata di poco”.

Il clima si fa però più disteso allungando l’orizzonte temporale alle prospettive future del Paese “fra un anno”. L’intonazione positiva resta infatti intatta, nonostante si registri un lieve passo indietro: se in autunno il 16% dichiarava di attendersi un miglioramento della congiuntura italiana nell’anno successivo, oggi si scende al 14%, così come se il 44% prima riteneva che la situazione si presenterà “invariata”, adesso si parla del 39%. Anche i “pessimisti”, ovvero coloro che ritengono che la situazione “peggiorerà di poco” e “di molto”, restano in linea con la precedente rilevazione: si sale, rispettivamente, dal 15% al 16% e dal 13% al 14%.

L’incertezza politica, tuttavia, non ha fatto perdere quota al desiderio di fare progetti nei prossimi mesi. In particolare, nell’ambito dei bancarizzati si resta a quota 49% del campione e, per quanto riguarda il segmento degli investitori, la progettualità rimane in linea con il risultato massimo (74%) storico dal 2012, raggiunto in occasione della precedente rilevazione, in quanto si mantiene a quota 73%.

Se si passa ad analizzare le tipologie di progetti si evidenzia la tendenza a privilegiare i progetti di “spesa” rispetto a quelli di “risparmio”. Nello specifico, nell’ambito dei bancarizzati, dal 32% salgono al 35% coloro che hanno progetti di “spesa”, ovvero dalle vacanze all’istruzione dei figli, alle spese per la casa, ecc.; mentre per il segmento degli investitori dal 47% i progetti di “spesa” arrivano al 51%. Di contro, i progetti di “risparmio” vedono una contrazione: per i bancarizzati dal 31% arrivano al 26% e per gli investitori dal 53% scendono al 48%.

Il mondo degli investimenti finanziari conserva ancora il suo vantaggio rispetto al “mattone”. Nel dettaglio, diminuisce la propensione ad investire, che dal 34% scende al 32% e di contro risale ulteriormente dal 32% al 36% la percentuale di chi dichiara invece di non avere soldi da investire (nell’ambito del campione dei bancarizzati). Guardando poi alle singole tipologie di investimento, sempre nell’ambito del campione dei bancarizzati, l’interesse per il “mattone” si attesta nell’ordine del 10%, mentre la preferenza per i prodotti di investimento resta a quota 24%.

Sul fronte dell’educazione finanziaria la strada sembra ancora in salita alla luce di due aspetti. In primo luogo va considerato come il tempo che il segmento degli investitori dichiara di dedicare ai propri investimenti risulti ancora una volta troppo modesto. Basta pensare, evidenziano i curatori dell’Osservatorio, che quasi il 50% degli investitori ha dichiarato di “non dedicarsi affatto a questa attività”. Solo il 15% riserva “qualche ora al mese” e soltanto l’1% dedica almeno “un’ora alla settimana”. In secondo luogo non confortano tanto anche le evidenze per quanto riguarda la conoscenza dei termini finanziaria: il 31% del campione la ritiene “molto scarsa”, il 46% “scarsa” e soltanto il 19% “ottima” o “buona”.

Nella gestione dei propri investimenti, infine, la stragrande maggioranza del segmento degli investitori (71%) preferisce farsi supportare e consigliare da un professionista del risparmio a cui delegare “la definizione dei suoi bisogni, l’individuazione di soluzioni adeguate, efficaci e coerenti e per il loro monitoraggio periodico”. Ancora, il 21% è “aperto al confronto con un consulente”, mentre soltanto l’8% preferisce affidarsi al “fai da te”.

Intermedia Channel


Infografica Osservatorio ANIMA – GfK sui progetti di risparmio delle famiglie italiane (Edizione primavera 2018)


* Nota metodologica: l’articolo contiene i risultati della dodicesima rilevazione dell’Osservatorio ANIMA – GfK, condotta tra il 19 e il 31 marzo 2018, su un campione di 1.028 “bancarizzati”, che rappresenta circa 43 milioni di italiani maggiorenni titolari di un conto corrente (ovvero il campione è rappresentativo dell’84% della popolazione italiana). All’interno di questo bacino in Italia si contano 10 milioni di “investitori” risparmiatori. Il questionario prevede domande standard su cui costruire un trend di medio lungo periodo relative ai progetti degli italiani e alle strategie per realizzarli, al possesso attuale e alla soddisfazione per prodotti di risparmio/investimento nonché a prefigurazioni. Il questionario è inoltre costituito da domande non ricorrenti legate all’attualità. La somma dei valori può essere leggermente diversa da 100, per via di arrotondamenti.

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