OSSERVATORIO SUL RISK MANAGEMENT NELLE PMI ITALIANE: I RISULTATI

Osservatorio Risk Management PMI Cineas Imc

L’Osservatorio sul Risk Management nelle PMI italiana (nella foto, su cortese concessione Cineas, un’immagine dei lavori), la cui prima edizione è stata presentata martedì 5 febbraio 2013 al Politecnico di Milano alla presenza del rettore Azzone e del presidente Cineas Bertani, dimostra che le aziende del Belpaese scontano ancora un notevole gap di arretratezza culturale in termini di prevenzione del rischio d’impresa. Questo vale soprattutto per le moltissime piccole, proprio quelle per cui non vale lo storico motto too big to fail, quelle insomma per cui un inasprimento dell’IVA (o un’altra novità regolamentare sfavorevole), una stretta creditizia o una tensione sul mercato dei cambi possono significare una vera e propria crisi; che si affronta impreparati, anche se in azienda si è pur pensato – come accade nella maggior parte dei casi – alla prevenzione dei rischi operativi con l’ottemperanza alla Legge 231 sulla sicurezza dei processi produttivi e del lavoro, come ha notato il Professor Giorgino, Ordinario di Global Risk Management al Politecnico e coordinatore della ricerca. Non è un caso, a tal riguardo, che il 48% delle aziende sondate abbia individuato nel 2012 l’area finanziaria come quella più esposta a rischi della propria impresa.

Si scopre così che il 28% degli intervistati ammette che il CdA non è coinvolto in questo aspetto della gestione, l’85% che nell’organizzazione non è stato introdotto alcuno strumento atto a condividere la cultura della prevenzione del rischio con tutti i dipendenti e il 51% che le comunicazioni interne in materia vengono fatte “a voce”. Ma va altresì positivamente notato che la percezione dello stato di rischio affrontato dalla propria gestione si riduce proporzionalmente all’adozione di modalità di gestione in outsourcing (fondamentalmente assicurativa) di tali rischi: insomma, chi sceglie di avvalersi di esperti e di strumenti di esternalizzazione del rischio, poi ne percepisce rapidamente i vantaggi. Inoltre, in una cultura del RM globalmente giovane in Italia (il 24% degli intervistati se ne occupa da meno di un anno e il 48% da meno di cinque), va detto che chi l’ha fatta propria da più tempo tende a ritenere il proprio profilo di rischio complessivamente più basso rispetto a chi ha appena preso coscienza del problema, il che dimostra che la diffusione della cultura in materia dà i suoi frutti.

Lasciando dunque alla lettura della ricerca completa l’evidenziazione di altri dati interessanti, qual è l’obiettivo che ci lascia la chiusura della tavola rotonda coordinata da Bertani? Anzitutto, che l’Osservatorio in questione diventi “permanente” e, in secondo luogo – come ha auspicato proprio il presidente di Cineas – che si possa organizzare una sorta di road show attraverso la Penisola, al fine di divulgare ad imprenditori e manager delle imprese italiane lineamenti formativi sui rischi d’impresa e come affrontarli. Come sottolineano gli intervistati più illuminati, del resto, una grande carenza – come quella in cui tuttora opera la PMI italiana – è al contempo una grande opportunità.

Consulta e scarica il report completo dei risultati del primo Osservatorio sul Risk Management nelle PMI italiane

Intermedia Channel

Related posts

One Comment;

  1. Risk Manager said:

    Chi ha scritto questo articolo (cineas, essendo identico presente sul loro sito) e chi lo ha spudoratamente copiato non sa neanche di che sta parlando, ed è palesemente ignorante in tema di risk management.

    Sono presenti evidenti errori di interpretazione dei dati dell’osservatorio e ancora più evidenti segni di grave ignoranza sulla normativa (peraltro attribuiti erroneamente al relatore, che invece era l’unico dei presenti all’evento che sapeva cosa stava dicendo).

    E l’idea del roadshow non l’ha lanciata Bertani, ma Suss di Confapi. Bertani l’ha solo ripetuta dopo.

    Ma chi le scrive queste cose?

Comments are closed.

Top