Osservatorio UniSalute, gli italiani chiedono più garanzie ai datori di lavoro

Welfare - Protezione Imc

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Secondo la nuova ricerca della compagnia del Gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria, il 65% degli italiani vorrebbe che le aziende si occupassero delle cure sanitarie dei propri dipendenti. Grazie anche alla legge di stabilità 2016 le aziende hanno l’opportunità di offrire servizi di welfare sempre più ricchi

Secondo quanto emerge dalla nuova ricerca dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, la compagnia del Gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria, se il servizio sanitario nazionale non basta più, ad integrarlo e supportarlo ci devono pensare le aziende attraverso polizze sanitarie integrative per i dipendenti.

Dall’indagine risulta che quasi due terzi degli intervistati (65%), senza distinzione di età o area geografica, pensa che le aziende debbano prendersi carico delle cure sanitarie dei propri dipendenti, ma non solo: gli italiani chiedono di più. Secondo i dati, infatti, risulta che le iniziative aziendali più richieste dagli intervistati in termini di welfare comprendano l’allargamento della copertura medico sanitaria a coniuge e figli (più di un italiano su tre vorrebbe che la polizza sanitaria coprisse anche il nucleo familiare) e polizze integrative create su misura, esigenza riscontrata nel 27% degli intervistati. Il 14% vorrebbe anche che fossero attivate campagne di prevenzione all’interno dell’azienda e il 12% apprezzerebbe molto convenzioni con palestre, piscine e centri termali.

Le richieste degli italiani, rileva l’Osservatorio, non si fermano tuttavia alla sola età lavorativa. Secondo la ricerca, più della metà degli italiani si vorrebbe tutelare anche quando arriverà il momento di andare in pensione: il 51% vorrebbe avere una copertura sanitaria omnicomprensiva, al 41% farebbe comodo poter effettuare checkup gratuiti per la prevenzione di determinate patologie, mentre il 37% pensa all’ipotesi della non autosufficienza e vorrebbe l’assistenza domiciliare garantita in caso di necessità.

Da parte loro, evidenziano i curatori dell’indagine, le aziende si stanno gradualmente accorgendo di quanto il bisogno di welfare sia sempre più sentito da parte dei dipendenti e di quanto possa essere fonte di numerose opportunità: secondo una recente ricerca di McKinsey, il contributo sul piano sanitario da parte delle imprese può portare ad un aumento della produttività, maggior soddisfazione al lavoro, miglior immagine aziendale e maggiore attaccamento al datore di lavoro. Per questo – e grazie anche alla nuova legge di stabilità 2016, che apre nuove opportunità di welfare sia per le aziende che per i lavoratori – l’offerta di servizi sanitari da parte delle imprese nel nostro paese sta decisamente aumentando, cercando di andare incontro alle esigenze specifiche dei singoli dipendenti.

“Crediamo che tra i soggetti che debbano interessarsi alle problematiche e le relative soluzioni in ambito salute, le aziende stiano giocando un ruolo chiave – ha commentato Fiammetta Fabris, direttore generale di UniSalute –. Le coperture sanitarie integrative incluse nei contratti di lavoro sono e diventeranno sempre più una componente importante per molte categorie di lavoratori, rivelandosi una delle chiavi di volta per permettere a molti di loro l’accesso a prestazioni a cui altrimenti molto spesso si rinuncia”.

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