Osservatorio UniSalute, sempre più italiani chiedono servizi di welfare alle loro aziende

Welfare - Progettazione Imc

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Secondo l’ultima indagine della compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria, l’85% degli intervistati spetta alle aziende provvedere al miglioramento della vita quotidiana dei propri dipendenti, ma secondo gli italiani manca ancora una corretta informazione

Secondo il quadro che emerge dai dati raccolti dall’ultima ricerca di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria, il tema welfare sta diventando molto caro agli italiani, che chiedono sempre più attenzioni da parte delle aziende, le quali, a loro volta, offrono sempre maggiori servizi, grazie anche agli incentivi introdotti dalla nuova Legge di Bilancio 2017.

Secondo i dati dell’indagine, quasi la metà degli italiani (45%) ritiene che nella valutazione di una opportunità lavorativa, la proposta da parte del datore di lavoro di una serie di servizi e agevolazioni aggiuntive sia molto importante o, in alcuni casi, fondamentale. Secondo la stragrande maggioranza degli intervistati (85%) spetta proprio alle aziende offrire beni e servizi per agevolare la vita quotidiana dei lavoratori che vorrebbero che piani di welfare aziendale venissero proposti sempre di più. Un dato che conferma quanto già rilevato dall’Osservatorio Sanità UniSalute nel 2016.

Da parte loro, le aziende si stanno muovendo verso una sempre maggiore attenzione nei confronti dei lavoratori, favorendo la costruzione di una serie di servizi sempre più efficiente, capace di rispondere in modo concreto alle esigenze dei cittadini.

In un momento di profondo cambiamento per ciò che riguarda il rapporto tra azienda e lavoratore, dalla ricerca emerge tuttavia come vi siano alcune cose da migliorare. Secondo gli italiani, ciò che manca, ad esempio, è una corretta comunicazione di base. Il 13% degli intervistati non sa se la sua azienda dà la possibilità di trasformare i premi aziendali in servizi di welfare, il 13% dichiara che nessuno, in sede di colloquio, ha mai parlato di questo argomento, mentre il 16% si dichiara confuso ed ammette che da parte dell’azienda ci dovrebbe essere maggiore chiarezza.

“Il welfare aziendale – ha affermato Fiammetta Fabris, direttore generale di UniSalute – sta vivendo un periodo di grande dinamismo e le aziende sono sempre più attente alle esigenze dei propri dipendenti, anche attraverso nuovi servizi quali i flexible benefit. Le novità nella normativa fiscale introdotte di recente rappresentano un passo importante per favorire la costruzione di un insieme di servizi di welfare più efficiente, di qualità e con costi sostenibili in grado di facilitare la conciliazione vita-lavoro e contribuire ad un sistema sempre più aderente ai bisogni delle persone”.

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