Osservatorio Willis Towers Watson 2018: I salari in Italia crescono solo per gli scatti, poco spazio per premiare il merito

Euro - Banconote (Foto Pixabay - Pexels) Imc

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Secondo l’indagine sulle politiche retributive curata dalla multinazionale della consulenza e del brokeraggio, in Italia nel 2019 è previsto un aumento salariale del 2,5%. La scarsità di risorse digitali resta il primo problema delle aziende a livello mondiale

Nel 2019 i salari dei lavoratori dipendenti italiani cresceranno del 2,5%, un incremento pari a quello degli ultimi tre anni che conferma una fase di rallentamento nel mercato del lavoro. Tenendo in considerazione l’incidenza del tasso di inflazione, nel 2018 la crescita retributiva reale è stata dell’1,6%, rispetto all’1% del 2017, ma le previsioni per il 2019 sono di una leggera flessione (1,5%). Questi sono alcuni dei dati più significativi che emergono dall’Osservatorio sulle politiche retributive di Willis Towers Watson – gruppo multinazionale operante nella consulenza, nel brokeraggio e nell’offerta di soluzioni alle imprese e alle istituzioni – condotto su un campione di oltre 500 aziende italiane di medie o grandi dimensioni.

“Il clima generale è di estrema cautela – ha dichiarato Edoardo Cesarini, managing director di Willis Towers Watson –. Negli ultimi anni stiamo assistendo a un aumento fisiologico delle retribuzioni dovuto principalmente a scatti di anzianità e aumenti contrattuali, mentre viene lasciato poco spazio al riconoscimento economico del merito”.

Una cautela che, evidenziano i curatori dell’indagine, si riscontra anche a livello di europeo dove l’incremento medio retributivo nel 2018, per i paesi occidentali, è stato pari a quello dell’Italia (2,5%) con il primato della Norvegia che non va però oltre un modesto 3%. Grazie a un tasso di inflazione contenuto, l’Italia è tuttavia ai primi posti per crescita retributiva reale, uguagliando la Danimarca (1,6%) e rimanendo inferiore solamente all’Irlanda (1,7%).

Prendendo in considerazione i diversi settori di attività, per il 2019 si prevede una crescita superiore alla media per il retail (2,9%) – a conferma del trend di crescita settoriale degli ultimi tre anni – e l’Oil&Gas (2,7%) che sembra vivere un momento di stabilizzazione a seguito delle riorganizzazioni degli anni passati. Le performance peggiori si registreranno nell’assicurativo (2%) e nel manifatturiero (2,4%), in flessione rispetto al 2018 anche per effetto della concorrenza della manodopera straniera.

“Le politiche retributive si adeguano alla naturale evoluzione del mercato – ha aggiunto Rodolfo Monni, responsabile indagini retributive di Willis Towers Watson –. Alcune professionalità più ricercate, come quelle legate al digitale, hanno visto una crescita superiore alla media, raggiungendo incrementi anche del 15-20%, soprattutto in conseguenza del passaggio da un’azienda all’altra”.

La scarsità di talenti digitali, infine, rimane uno dei principali problemi per le risorse umane di tutto il mondo. Secondo l’Osservatorio Willis Towers Watson oltre il 90% delle aziende di tutto il mondo riscontra infatti delle difficoltà nell’attrarre talenti e, successivamente, nel trattenerli. Tra le principali motivazioni condivise dalle aziende italiane per spiegare il fenomeno vi sono la scarsità di competenze adeguate (67%) e la mancata riconoscibilità come brand digitale (37%).

Intermedia Channel


Le cifre relative all’inflazione (Indice dei Prezzi al Consumo – CPI) sono state redatte dall’Economist Intelligence Unit (EIU)

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