Pagamenti diretti e più gestione rischi, la rivoluzione dei fondi agricoli europei

La versione 2014-2020 della manovra dell’Unione ha introdotto a partire dal prossimo anno l’eliminazione delle quote di produzione. In sisntesi saranno tre gli strumenti operativi disponibili per gli addetti ai lavori

Bandiera Unione EuropeaSi può definire una sorta di rivoluzione quella che la versione 2014-2020 della Politica Agricola Comune (Pac) dell’Unione Europea ha introdotto a partire dal prossimo anno. Sono state riorganizzate le modalità di erogazione dei pagamenti diretti e, soprattutto, è stata attuata una profonda revisione della “rete di protezione” dei redditi agricoli: vengono eliminate le quote di produzione, rafforzate le Organizzazioni di Produttori e sono stati introdotti nuovi strumenti di gestione del rischio, gestione del rischio che è stata poi interamente traslata dal primo pilastro della Pac, quello degli aiuti diretti agli agricoltori, al secondo pilastro, politiche di Sviluppo Rurale, attualmente gestite dalle regioni. Saranno tre gli strumenti operativi disponibili: contributi finanziari alle polizze assicurative per avversità atmosferiche, fitopatie, epizoozie, infestazioni parassitarie, contributi finanziari a fondi mutualistici per le fitopatie, epizoozie, emergenze ambientali e contributi finanziari a fondi mutualistici per le perdite di reddito, l’Income Stabilization Tool (Ist).

Un cambio di rotta sostanziale, con significativi effetti pratici. Fino ad oggi, le agevolazioni per le coperture assicurative e gli indennizzi per le calamità naturali erano erogati dal Fondo di Solidarietà Nazionale, alimentate nel primo caso dai fondi della Pac, primo pilastro, e nel secondo caso da fondi pubblici nazionali. Con la nuova Pac, le assicurazioni verranno agevolate con i fondi comunitari del secondo pilastro, quelli che fanno parte dello Sviluppo Rurale, con una dotazione già definita per i prossimi sette anni, dotazione che include 200 milioni destinati ai fondi mutualistici di stabilizzazione del reddito. «La bontà di questa misura è che i fondi per agevolare le assicurazioni sono sicuri, perché sono fondi destinati da Bruxelles in maniera certa, mentre gli indennizzi ex-post, finanziati con fondi pubblici nazionali diventano sempre più aleatori», spiega Denis Pantini, responsabile area di ricerca Agricoltura e Industria Alimentare di Nomisma. «Questa riforma si inserisce in uno scenario di mercato a sua volta radicalmente cambiato. Abbiamo una volatilità dei prezzi mai registrata in precedenza, cambiamenti climatici che da dieci anni a questa parte hanno determinato un mutamento dei fenomeni meteorologici, con calamità che un tempo non si verificavano con questa frequenza. L’agricoltore è così sempre più vulnerabile, ma si ritroverà con un aiuto al reddito molto più basso rispetto a quello attuale, perché il pagamento diretto verrà cambiato in maniera radicale. Alla luce di tutti questi fenomeni, lo strumento assicurativo assume un ruolo fondamentale».

Il mercato assicurativo agevolato nel 2012 ha raggiunto i 6,8 miliardi di euro di valore assicurato, con premi totali per quasi 322 milioni. Lo scorso anno, secondo i dati dell’Asnacodi, l’associazione nazionale dei consorzi di difesa, il principale canale distributivo di questa tipologia di polizze, il valore assicurato è cresciuto di un ulteriore 7%, mentre i premi hanno registrato un incremento su base annua del 18,4%. In termini di comparto, la quota maggiore di valore assicurato, dati 2012, è riconducibile ai seminativi (32%), seguiti da frutta (25%) e uva da vino (22%). Quanto alla tipologia di garanzia assicurativa, è cresciuta progressivamente la quota di mercato delle pluririschio, nel 2012 erano quasi il 53% del totale, mentre faticano ad affermarsi le multi rischio, la cui quota di mercato non supera il 7%. Ma, osservano in Nomisma, sinora è stato un mercato rigido, ingessato, caratterizzato da una forte concentrazione geografica degli assicurati, sei province del Nord-Est da sole rappresentano l’80% del valore complessivo assicurato, e da quella che tecnicamente è definita la selezione avversa, tendenzialmente si assicura chi è maggiormente esposto al rischio, il che rende le coperture assicurative molto più costose, con premi elevati.

Con l’introduzione delle nuove norme comunitarie, il mercato delle polizze assicurative per il settore agricole, è, dunque, destinato a crescere, a cambiare. «Credo che ci siano prospettive di crescita molto rilevanti per questo strumento, ma anche grandi spazi per migliorarlo, per renderlo maggiormente efficace ed efficiente», osserva Pantini. La nuova Pac, ad esempio, introduce i fondi mutualistici, fondi che non vanno a coprire i cali di resa a seguito di calamità naturali, ma che sono uno strumento di stabilizzazione del reddito, destinato ad aiutare gli agricoltori che subiscono un drastico calo dei redditi. «Sono strumenti molto potenti, ma occorre che gli stessi agricoltori abbiano consapevolezza della bontà di questo strumento. Le assicurazioni, a loro volta, oltre a muoversi su prodotti multi rischio e a coprire un ventaglio più ampio di danni, possono giocare un ruolo attivo anche nelle sinergie con questi fondi. La cosa importante, a nostro avviso, è che si riesca ad allargare questa cultura assicurativa a tutto il paese, non solo al Nord Est dove oggi è essenzialmente concentrata. Ne beneficerebbe l’intero sistema, perché con una maggiore diversificazione del rischio potranno ridursi i premi e si amplierebbe un mercato che oggi è molto sottile».

Autore: Mariano Mangia – Repubblica Affari & Finanza (Articolo originale)

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