PAPARELLA: «COSI’ I BROKER HANNO REAGITO ALLA CRISI DI MERCATO. E SULLA MIGRAZIONE DI AGENTI DICO CHE….»

Francesco Paparella primo piano IMC

Il presidente dell’Aiba analizza i risultati della categoria nel 2011 e si mostra fiducioso. Poi spiega il fenomeno che vede molti iscritti in sezione a) del Rui passare in b).

Una raccolta premi complessiva a +4%, con una quota di mercato che sale al 21,1%, un aumento di quasi il 10% del numero delle aziende di brokeraggio e una percentuale di penetrazione del mercato in costante crescita. Insomma, per la categoria dei broker il futuro appare roseo. «Il nostro è un mercato che da tre anni sta reggendo al contesto difficile. Il punto di forza? I clienti riconoscono la professionalità del broker assicurativo e i risultati ci stanno dando ragione», afferma Francesco Paparella (nella foto), 61 anni, presidente di Aiba, l’Associazione italiana broker di assicurazione e riassicurazione che raggruppa 1.136 aziende che rappresentano un giro d’affari consolidato pari al 90% di quanto gestito complessivamente dal mercato del brokeraggio assicurativo italiano.

Domanda. La categoria ha retto bene nel 2011 e i risultati sono in controtendenza rispetto a quelli del mercato assicurativo in genere.

Risposta. Sì, il miglioramento è stato minimo, ma c’è stato. Teniamo conto che tutti i rami su cui noi siamo più presenti, come per esempio i grandi rischi, l’incendio e la Rc generale, hanno incassato meno dell’anno scorso. Il solo mercato danni, per esempio, si è retto solo in considerazione della crescita registrata nell’auto. Noi abbiamo segnato un +1,4%, che in un momento di devastante crisi di mercato significa che, comunque, la categoria ha saputo e sa reagire, non perdendo quote.

D. Al Rui risultano iscritte 1.236 società di brokeraggio e 447 ditte individuali per un totale di 1.683 aziende. Nel 2010 erano 1.531…

R. Le reti agenziali vengono sempre più stressate dalle loro mandanti e quindi molti agenti, specialmente quelli che vantano una maggiore esperienza, decidono di fare un salto che io definisco di qualità, abbandonando il ruolo di agente e assumendo quello di broker.

D. Come vede questa migrazione? Favorevolmente? Oppure no? In genere si è portati a pensare che se si cambia registro è perché c’è qualcosa che non va…

R. No, non è detto, non la vedo così….io sono presidente di una associazione di categoria, non di un club. Per me più gente entra nella categoria più saremo in grado di esprimere valori che danno continuità alla nostra professione. Quindi sono favorevole. È chiaro che poi è il mercato a fare giustizia: in passato c’è stato anche chi ha tentato la strada del brokeraggio e poi si è dovuto ricredere, ma questo ci può stare. È normale che avvenga. Ribadisco: non ho nulla in contrario contro gli agenti. Per quanto mi riguarda, più è grande la categoria dei broker, più aumenta la rappresentatività e la professionalità del mercato assicurativo dell’intermediazione.

D. I numeri vi danno ragione. Come si muoverà in futuro l’associazione da lei presieduta? Quali sono gli obiettivi?

R. Continueremo a farci sentire e a fornire il nostro contributo in tutte le situazioni di evoluzione del mercato, che non sono terminate: a cominciare dai decreti Sviluppo e Cresci Italia, dove siamo stati molto presenti, dando una serie di contributi, alcuni dei quali sono stati recepiti. Proseguiremo, quindi, su questa strada. Ma non perderemo di vista, e anzi lo stiamo facendo in modo costante, i servizi agli associati: in Aiba sono iscritti broker molto grandi e strutturati che forse hanno bisogno di noi più a livello di lobby che a livello operativo. Ma ci sono molti iscritti che a livello aziendale hanno strutture molto contenute e che invece hanno bisogno dei servizi che l’associazione mette a disposizione giorno dopo giorno: mi riferisco per esempio al supporto in termini amministrativi, contabili e legali.

D. Qualche settimana fa è stata lanciata l’idea di costituire una federazione degli intermediari, che riunisse l’Aiba, l’Acb, lo Sna e l’Unapass. Si è trattato di una proposta estemporanea?

R. Assolutamente no. È un’idea nella quale credo molto e sulla quale cercherò di andare avanti. Devo ammettere che ho trovato molta attenzione e interesse. È chiaro che sono processi che comunque hanno una loro complessità e quindi vanno gestiti con gradualità e con tranquillità. Un primo passo potrebbe essere quello di individuare uno, due, tre tematiche importanti che accomunino i nostri interessi. Successivamente si vedrà di creare qualcosa di più strutturato. Ribadisco: sono passaggi che richiedono un pò di tempo.

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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2 Comments

  1. Diogene said:

    … Il salto di qualità da agente a broker ? Sembra più spesso un ripiego .
    E se si concretizzasse la Direttiva Comunitaria sull’intemediazione con agenti, pagati dalle Compagnie, da una parte e liberi consulenti, pagati dai clienti, dall’ altra, quanti broker … “di qualita ” reggerebbero il mercato ?
    Forse il buon Paparella ha pensato bene di confederarsi con i sindacati di quei peones di agenti per sopravvivere .
    Speriamo non abbia seguito in Sna ed Unapass la volontà di generiche ammucchiate di interessi non coincidenti .

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